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mercoledì 10 agosto 2016

Vuelo in Sora da Oro e Ora Spalvieri






HISTORIADOR VUELO

“Il futuro di un mito”








Vuelo, un mito per il futuro raggiunge una nuova era, un nuovo concetto che supera nuovi limiti, nuove sfide e nuove idee. Il tempo si muove e con esso Cuervo y Sobrinos.

Disegnato e prodotto al 100% in Svizzera, culla dell’alta orologeria, Cuervo y Sobrinos combina sapientemente la tradizionale conoscenza svizzera dell’orologeria alla più moderna tecnologia.

Vuelo incarna il prestigio e la complessità degli orologi svizzeri e il tradizionale spirito latino rivelando uno stile moderno e sofisticato sottolineato dalle nuove caratteristiche anse.

La cassa è caratterizzata da un’incomparabile complessità, la sua costruzione è molto sofisticata, con anse costruite separatamente e perfettamente avvitate alla cassa. La loro silhouette è in sintonia con la forma dei pulsanti.

Vuelo ha un tocco contemporaneo sottolineato dal complesso quadrante multilivello, con contatori piccoli secondi e minuti sul primo livello, 24 ore, indici e numeri sul secondo livello e minuti e secondi stampati sul terzo livello.

La cassa in acciaio del diametro di 44 mm è personalizzata sul fianco con l’incisione “Vuelo” e alloggia un movimento Dubois Dépraz 30342 con datario e 24 ore, e una riserva di carica di 40 ore. Una scala tachimetrica è incisa sulla ghiera.

Le lancette dei minuti e delle ore in acciaio con superluminova bianco donano a questo orologio uno stile moderno e accattivante, la lancetta centrale acciaio ha la punta a freccia rossa vuota per evidenziare il blasone Cuervo y Sobrinos; la lancetta delle 24 ore è in acciaio lucido.

Historiador Vuelo è completato da un elegante e innovativo cinturino in Alcantara e alligatore “pon pon” della Louisiana.



lunedì 18 luglio 2016

Coppa D'Oro delle Dolomiti

Si svolgerà dal 21 al 24 luglio prossimi, l’edizione 2016 della Coppa d’Oro delle Dolomiti per auto storiche, con partenza e arrivo a Cortina d’Ampezzo.

La storia:

La Coppa d’Oro delle Dolomiti si svolse in dieci edizioni, dal 1947 al 1956, e divenne da subito unica e affascinante per i passaggi spettacolari sulle Dolomiti, le montagne che cambiano colore a ogni ora del giorno (dal 2009, Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco). Nata per volontà di Ferruccio Gidoni, presidente dell’AC Belluno di allora, la corsa ebbe come testimonial d’eccezione il mitico Tazio Nuvolari, che partecipò come ospite d’onore alle prime edizioni.

Fu un importante banco di prova per piloti affermati di grandi case automobilistiche che si trovavano a competere anche con perfetti sconosciuti, com’era nella tradizione delle corse di quei tempi; piloti non professionisti ma sempre e comunque determinati a spingere al massimo dando filo da torcere ai più rinomati campioni.


Il percorso rimase sempre quello di 303,800 chilometri (riprodotto nella sede dell’AC Belluno). Partendo da Cortina: Passo Falzarego, Agordino, Arabba, Passo Pordoi, Val di Fassa, Passo Rolle, San Martino di Castrozza, Fiera di Primiero, Feltre, Belluno, Longarone, Pieve di Cadore, Auronzo, Misurina e il Passo Cimabanche. Quindi, il ritorno in quella che è conosciuta in tutto il mondo come la "Regina delle Dolomiti", Cortinad'Ampezzo.


IN GARA, 120 AUTO STORICHE

Arturo Merzario
Alla Coppa d’Oro delle Dolomiti 2016, classificata come “Grande evento internazionale di regolarità classica”, potranno partecipare un massimo di 120 auto costruite tra il 1919 e il 1961. E’ prevista, inoltre, una categoria speciale con apposita classifica riservata ad un massimo di 30 vetture realizzate tra il 1962 e il 1965 che si sono distinte per meriti sportivi o che abbiano particolare interesse storico.

Tra le novità dell’edizione 2016, in programma dal 22 al 24 luglio, ci sarà anche una tappa a Lienz, nota meta turistica austriaca al confine con l’Italia, ma anche un percorso inedito e la conferma della tappa “in notturna”, principale novità dello scorso anno.



Historiador Cronomundo 
Hanno già confermato la loro partecipazione all’edizione 2016 Giordano Mozzi e Stefania Biacca, pluricampioni delle gare di regolarità che lo scorso anno si sono piazzati secondi su una Triumph Tr2 del 1955. Ma anche la leggenda della Formula 1 Arturo Merzario che nella passata edizione gareggiò al volante di un’affascinante Alfa Romeo 1900 Sport carrozzata Bertone (vedi foto).

Il vincitore sarà premiato dal Presidente di Cuervo ySobrinos, il Sig. Marzio Villa, con un orologio della collezione dedicata al mondo delle corse: Historiador Cronomundo - collezione Racing.

Cuervo y Sobrinos parteciperà alla competizione anche con un proprio equipaggio su una AC/ACECA del 1955.

domenica 19 giugno 2016

Fasi Lunari e Calendari.

Moon Fhase di Cuervo y Sobrinos 

I Sumeri, gli Egizi, i Romani, i Cinesi, Risalgono a circa 30mila anni fa i primi tentativi di misurare il succedersi di giorni e stagioni. da allora, molte culture hanno corretto le tecniche. 



Il tempo non esiste, scrive Carlo Rovelli; il tempo esiste, eccome, replicano i suoi critici, Se esiste, il tempo è inafferrabile, ed è perciò, da sempre, fonte di sottile dispute. Nell'undicesimo libro delle Confessioni scritte intorno al 400 d.C., Sant'Agostino metteva bene a fuoco la sua inafferrabilità: << Allora cosa è il tempo?>>, si chiedeva, <<se nessuno me lo domanda non lo so più>>.

Tuttavia, non si può fare a meno di osservare che, fin dai tempi più remoti, gli uomini hanno avvertito l'esigenza di " misurare lo scorrere dei giorni , dei mesi, e delle stagioni, per organizzare in proprio la vita sociale.

 Dall'immutabile alternanza del giorno e della notte, che regolava il tempo del lavoro, al succedersi delle stagioni che dettavano i ritmi dei lavori agricoli  si è cercato anche di organizzare momenti di vita comunitaria che si ripetevano ogni anno, come celebrazioni o eventi memorabile, per questa esigenza si cercavano intervalli più brevi, scanditi dalle fasi lunari e non è un caso che tutte civiltà vi fecero ricorso inventando i mesi,

Gli Egizi circa 6mila anni or sono, fissarono la durata dell'anno solare in 365giorni con un almanacco suddiviso in 12 mesi di 30 giorni, una precisione stupefacente, che ha richiesto solo piccoli ritocchi per fissare il calendario ancora in uso tutt'oggi.

giovedì 14 aprile 2016

«IL PIACERE DI SCRIVERE»



 La collezione di strumenti di scrittura “Historiador” include una penna stilografica e una penna a sfera. Entrambi i modelli sono un tributo all’anno 1882 della Casa e sono stati realizzati in edizione limitata di 882 per la stilografica e di 1000 pezzi per la penna a sfera.

Questi gioielli di scrittura sono ancora più esclusivi se si considera che l'elegante colore madreperla non è mai omogeneo, rendendo ogni pezzo assolutamente unico!

Il design e il fascino di queste penne racchiudono in un perfetto equilibrio i valori estetici essenziali di Cuervo y Sobrinos e l'eleganza della decorazione classica.

Il logo Cuervo y Sobrinos è inciso sul cappuccio; la clip è un'opera d'arte, con riproduzione del motivo delle anse dell’orologio Historiador, ennesima testimonianza dell'attenzione che la Casa riserva ai dettagli. In stile Art Déco, tutti i dettagli presentano decorazioni placcate in oro rosa, sono disponibili anche nella versione in rodio.







sabato 2 aprile 2016

HISTORIADOR SQUELETTE

HISTORIADOR SQUELETTE
Un capolavoro svizzero con eredità Latina



nei precedenti post abbiamo pubblicato alcune anticipazioni  delle collezioni Historiador e Prominente presentate al Salone Internazionale dell'Orologeria di Basilea.  Con il post di oggi e nei prossimi pubblichiamo i dettagli di Basel 2016.

Cuervo y Sobrinos ha infuso lo spirito del marchio nel nuovo Historiador Squelette. La cassa in acciaio richiama le curve di un disegno trovato nell’officina abbandonata dell’Avana verso la fine degli anni ’40.

Fedele alle sue radici Art déco, l’orologio si basa su un unico esclusivo disegno di Cuervo y Sobrinos sia per il quadrante sia per la speciale decorazione sul movimento.

Questo creativo orologio vi porterà in un’altra dimensione. La versione squelette del modello Historiador ha tutto ciò che si può desiderare – la bellezza e la trasparenza di un ricercato movimento automatico svizzero, la massa decorata e personalizzata con “Squelette” e il logo “ Cuervo y Sobrinos” e un quadrante finemente decorato e traforato. 

L’Historiador Squelette ha le lancette delle ore e minuti con Superluminova, quella dei secondi centrali in rosso ed è completato da un elegante cinturino nero in alligatore della Louisiana.

Il massimo dello stile Art déco, un disegno esclusivo che lo rende inimitabile con un tocco latino proveniente dall’Avana dal 1882.


domenica 6 marzo 2016

Cuervo y Sobrinos e i Colori di Cuba







Ultima anticipazione di Cuervo y Sobrinos nell'imminenza del prossimo Salone Internazionale dell'Orologeria che aprirà le porte il 17 marzo sino al 24 in Basilea - Svizzera



 La nuova collezione Historiador - Tierra Sol y Mar si  ispira ai colori di Cuba, la più grande isola dei Caraibi, con spiagge incontaminate e riserve naturali, ma anche pieno di arte e cultura immersi nelle città dai mille colori.

Queste tonalità  sono sofisticate, informale, vibranti fanno appello a un nuovo stile moderno e dinamico. La collezione presenta tre quadranti satinati in colori vivaci e cinturini coordinati  in alligatore "Pon Pon" Louisiana.


La collezione Historiador Tierra Sol y Mar veste i colori tropicali:

l' Orange come il più caldo colore "Terra"

il Giallo come il brillante "Sol"

il Blue Light come il "Mar" delle isole dei Caraibi.


L'Historiador dispone di un CYS 5157, SW260-1 movimento automatico con piccoli secondi a ore 6 e datario a ore 3. Questa collezione ha uno stile moderno, pur mantenendo il diametro della cassa in 40mm, un doppio vetro zaffiro bombato e quadrante satinato le lancette sono rifinite con una leggera superluminova.



Cuervo y Sobrinos riscopre il gusto dei colori brillanti dell'Avana proposti con vitalità e naturalezza. I richiami alll'isola tropicale sono intensificati per disegnare un nuovo stile poliedrico e contemporaneo.




martedì 26 gennaio 2016

Cuervo y Sobrinos anteprima 2016

Cuervo y Sobrinos marchio icona di stile vintage, in occasione del SIHH, Salon International de la Haute Horologerie, ha presentato ai suoi rivenditori internazionali nel Workshop dei giorni 23-24-25 Gennaio, presso il prestigioso Swissotel di Ginevra, le novità 2016 del marchio, dove di seguito vi diamo una breve anticipazione.


Historiador Clàsico dedicato al gentleman.

Questi modelli vanno ad arricchire la collezione Historiador già la più emblematica.

L'Historiador Clàsico ha un movimento piatto a carica manuale, il quadrante decorato a "Clous de Paris" ne sottolinea la fine eleganza.

Questa collezione per la sua raffinata eleganza e ricercatezza sorprenderà e sedurrà  tutti gli amanti dell'orologeria.



Historiador Tierra, Sol y Mar

I colori di Cuba sono i protagonisti di  questi modelli.

Queste tonalità sofisticate, informale, vibranti conferiscono  modernità e dinamicità.

Cuervo y Sobrinos riscopre il gusto dei colori brillanti dell'Avana, proponendo un nuovo stile contemporaneo.




Prominente Caramelo


Ogni gusto un desiderio

Un messaggio per il futuro

Giallo - Luce - Energia
Arancio - Creatività - Fiducia
Blu - Comunicazione- Socialità
Marrone - Soddisfazione - Serenità


Una raffica di eleganza, colori e passione, in linea con lo stile di un marchio con uno stile latino e un'anima svizzera.






domenica 13 dicembre 2015

Vuelo a Mantova


La città del sommo poeta Virgilio venne fondata presumibilmente intorno al V secolo a. C: tracce della civiltà etrusca rimangono disseminate sul territorio mantovano, in particolare a Revere.

Nei secoli successivi la sua fondazione Manta divenne dapprima colonia romana e poi terra di conquista per Bizantini e Longobardi finchè, dopo il Mille, divenne possedimento dei Canossa. E’ da questo periodo che il territorio comincia ad essere trasformato dall’opera dell’uomo con l’inizio della navigazione regolata sulle acque del Po e la comparsa delle prime opere di regolazione delle acque del Mincio.
Mantova vive il periodo di maggiore splendore della sua storia sotto il dominio dei Gonzaga che la resero una delle protagoniste del rinascimento italiano, invitando a corte artisti della portata di Andrea Mantenga, Leon Battista Alberti e Giulio Romano. Dopo essere stata governata da austriaci e francesi Mantova entrò a far parte del regno d’Italia. Nei primi anni del ‘900 il territorio divenne teatro delle grandi opere di bonifica che hanno dato alla ‘mantovana’ l’aspetto che oggi conosciamo

.Dal luglio 2008 la città d'arte lombarda con Sabbioneta, entrambe accomunate dall'eredità lasciata loro dai Gonzaga che ne hanno fatto tra i principali centri del Rinascimento italiano ed europeo, è stata inserita nella lista dei patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Mantova è stata eletta "Capitale della cultura italiana 2016"


A Mantova Vuelo è Gioielleria Piccinini



La nostra lunga storia inizia nel lontano 1936, quando Afro Piccinini inizia a lavorare a Mantova presso un laboratorio qualificato nella riparazione di orologi antichi e moderni.

Nel 1945 decide di avviare un’attività in proprio per la riparazione di orologi per conto di diversi negozi della città.

Nel 1955, con la collaborazione del fratello Arnaldo, apre un laboratorio nella centralissima Via Roma, e l’anno successivo inizia anche la commercializzazione di orologi antichi e moderni.


La nostra azienda conosce negli anni un grande sviluppo ed estende l’attività alla vendita di gioielleria antica.

Nel 1989, con l’ingresso in azienda del nipote Andrea, viene aperto un nuovo punto vendita sotto i portici del centro, all’interno della galleria “Corte Mercantile Apollo”, dove vengono venduti e riparati alcuni tra i più prestigiosi marchi di orologeria e gioielleria.

Il 31 agosto del 2012 l’azienda acquisisce una nuova e moderna ubicazione nella storica e centralissima Piazza Marconi: un punto vendita prestigioso, disposto su due piani, dove in oltre 350 metri di esposizione e laboratorio tecnico, si accolgono i clienti in un clima elegante, riservato e rilassato dove il dialogo incontra la bellezza.






domenica 29 novembre 2015

Vuelo è in Roma

Prima destinazione in Italia  del Vuelo di Cuervo y Sobrinos è Roma, considerata tra le più importanti città d'arte, testimone di tutte le civiltà del mondo che l'hanno abitata nelle varie epoche, la più fotografata dopo New York, secondo Sightmaps.
 Città dai molteplici appellativi, " Caput Mundi" capitale del mondo, "Urbs" che anticamente indicava Roma per antonomasia, "Urbs Aeterna" città eterna e dai molteplici modi di dire "Tutte le strade portano a Roma", "Per conoscere Roma non basta una vita", "Sono pazzi questi romani".
Dall'Avana, degli anni '40-'50 che offre uno stile di vita dove l'attenzione dell'eleganza era puntata su ogni dettaglio e attori, uomini d'affari,avventurieri visitavano la città contribuendo a mantenere vivo tale spirito, a Roma con moltissime similitudini raccontate nel  magistrale film La Dolce Vita di Federico Fellini, il "Vuelo" è breve.


Era il 1960 quando Maurizio Cristilli iniziava la sua carriera di artigiano incastonatore di pietre preziose, lavorando per le gioiellerie più importanti della Capitale. Nel 1968 il primo negozio firmato Cristilli apriva le porte nel cuore del quartiere Parioli, al centro di Roma. Già nel 1974 Cristilli si apre al settore dell'orologeria, commercializzando marche come Cartier, Breguet, Van Cleef & Arpels. Negli anni a seguire l'orologio diventerà una vera e propria passione per Cristilli, sempre alla ricerca di nuovi marchi di aziende indipendenti al fine di garantire innovazione, novità e nuovi concetti costruttivi, per i collezionisti e i clienti più esigenti. Oggi, nel negozio, vengono trattati i marchi più prestigiosi come: Alain Silberstein, Cuervo y Sobrinos, Ralf Tech, Manometro Mazzuoli, Bremont, Zannetti, TCM Baume & Mercier, Hublot, Eberhard, Ressence, Porsche Design, Graham.
Il  servizio post vendita, grazie alle collaborazione con i migliori laboratori artigiani di oreficeria, garantisce la riparazione e la realizzazione di gioielli su misura - anche di orologeria - e la riparazione e l'assistenza di tutti i marchi di orologi. Da oltre 40 anni realizzano i  sogni dei romani e non solo.. Cristilli è un punto di riferimento a Roma per gioielleria artigianale ed amanti di orologi da collezione. Il negozio propone oggetti provenienti da tutto il mondo, vere "chicce" da intenditori ed il laboratorio crea gioielli importanti, oltre a garantire assistenza per ogni tipo di orologio. Già dal 1955, Maurizio Cristilli muove i primi passi nel mondo della gioielleria e, dopo anni di apprendistato nell'arte dell'incastonatura di pietre preziose, inizia la collaborazione con le più importanti gioiellerie romane di quei tempi. Con l'arrivo del figlio Gianluca, anch'egli appassionato di orologeria di alta gamma e artigianale, il negozio inserisce le marche di orologeria più esclusive, offrendo sempre la medesima professionalità e competenza.




ll 25 settembre 1923 i fratelli Fanuele decidono di aprire al pubblico la loro gioielleria, nella sede che rimarrà la sede storica fino ai nostri giorni in via Appia Nuova 31. Sandro, vero appassionato di gemme, porta avanti lo spirito artigianale della Ditta Fanuele arricchendo le creazioni del laboratorio di splendide pietre preziose, lo affianca Loriana, pilastro commerciale della gioielleria. Roberto ha uno spirito artistico ed un raffinato gusto estetico che trasmetterà in tutte le attività della Ditta Fanuele. Le nuove creazioni di gioielli stupiranno la clientela per l'originalità, le vetrine diventeranno una finestra sul bello nel panorama romano.
Le opere d'arte proposte ai clienti, gli oggetti d'antiquariato inglese, le splendide creazioni dei maestri argentieri italiani, le creazioni in cristallo firmate e le nuove manifatture d'orologeria, sorprenderanno chiunque si affacci alle vetrine della Ditta Fanuele. Un'importante premio da parte della De Beers verrà conferito a Roberto Fanuele per l'impegno profuso, la serietà e la professionalità nel proporre i diamanti da parte della Ditta Fanuele.
Il 2005 segna un traguardo molto importante per la Ditta Fanuele, fondata nel 1905 e arrivata nel nuovo millennio all'apice della sua espressione artistica. Viene incaricato l'architetto Stefano Ricci, creatore dei più importanti gioielli a livello internazionale per aziende come Bulgari Breguet Piaget Rolex e Gucci, per realizzare la linea che rappresenti questi cento anni di raffinatezza ed artigianalità. L'ispirazione legata al numero 100, come gli anni passati dalla creazione e a Castel Sant'Angelo, come rappresentazione dell'architettura romana che ha ispirato i maestri orafi. Ne uscirà una collezione piena di storia e significati ma rappresentativa del gusto moderno con linee tese e pulite che rappresentano al meglio il gioiello moderno. La Ditta Fanuele partecipa alla mostra internazionale di gioielleria tenutasi a Shenzhen, presentanto alcune delle sue linee più particolari e apprezzate. Roberto Fanuele incarica Stefano Mancini di curare la produzione di gioielli per la mostra in programma a Pechino. Questo evento e' stato un importante passo nell'internazionalizzazione della Ditta Fanuele. La mostra avrà un grandissimo richiamo per le autorità ed imprenditori cinesi e sarà un punto di orgoglio per l'ambasciatore italiano, ambientata nello spazio 795 di Pechino dedicato all'arte moderna ha avuto un enorme riscontro di pubblico e giornalisti, ancora oggi clienti asiatici si avvalgono dell'esperienza della Ditta Fanuele per la creazione dei propri gioielli o suggerimenti di stile per i propri acquisti di lusso.
Nel 2010 entrano a far parte della Ditta Fanuele Stefano e Alberto. Alberto conferisce alla Ditta Fanuele la sua lunga esperienza organizzativa e gestionale per poterla predisporre ad una vera e propria internazionalizzazione. Stefano, che già da lungo tempo assiste Roberto nelle scelte e nella produzione dei gioielli, apporta un tocco di modernità ed eleganza sia nelle nuove proposte di gioielli che nelle scelte estetiche delle vetrine e del negozio. Mette al servizio dei clienti della gioielleria tutta l’esperienza maturata nella produzione artigianale per le più belle gioiellerie d'Italia. Ottobre 2012. La storica gioielleria apre in via Appia Nuova 27 e 29 "Fanuele Prêt-à-porter", dedicato alle creazioni fashion dei più importanti marchi del settore. Fanuele si aggiudica il primo premio alla mostra Desideri Preziosi 2014 - Ottaviano Augusto: Le “Domus” in un gioiello. Il tema di questa edizione fa riferimento alla ricorrenza dei 2000 anni dalla morte di Gaius Iulius Caesar Octavianus Augustus e alle Domus Romane, alcune delle quali sono state ritrovate durante alcuni scavi sotto Palazzo Valentini, palazzo che ha ospitato la mostra stessa. il 2015 vede la Ditta Fanuele raggiungere lo storico traguardo dei 110 anni





domenica 8 novembre 2015

HISTORIADOR “PEQUEÑOS SEGUNDOS”



  • Ispirato ad un originale e storico design Cuervo y Sobrinos degli anni '50
  • Un vero classico, con una identità inconfondibile
  • Orologio molto elegante e senza tempo
  • Un best-seller in tutto il mondo
  • Quadrante con diverse finiture: "soleil" (grigio e blu), opaline-simile (bianco) o semi-opaco colorazione (nero)
  • Dedicato ai puristi ed esteti





Presentato ai mercati internazionali nel 2010, l’Historiador “PEQUEÑOS SEGUNDOS” (piccoli secondi alle 6) si è distinto subito come modello vincente, capace di soddisfare le ricercate esigenze di un pubblico eterogeneo: collezionisti alla ricerca di valori vintage ma soprattutto consumatori desiderosi di acquisire un prodotto in grado di resistere alle mode effimere.


 il marchio Svizzero di origine Cubana propone due nuovi quadranti: un blu cobalto “soleil” dall’eleganza classica Cuervo y Sobrinos ed un antracite “soleil” dal raffinato sapore antico.

domenica 4 ottobre 2015

Bretelle Che Passione di Italo Borrello


Un accessorio che l’uomo di stile non deve e non può trascurare. Ideale per i completi, le bretelle erano in passato declinate in ogni tipo di contesto, da quello rurale al cittadino più formale. Italo Borrello ce le narra con le consuete puntualità ed esperienza. 


Ogni anno l’arrivo dell’autunno rinvigorisce, nell’uomo di stile, il piacere di dedicarsi alla cura del proprio guardaroba. Si effettua il tradizionale “cambio di stagione”, si rispolverano gli abiti più pesanti, se ne verifica lo stato, si programmano nuove e urgenti visite in sartoria, si svolge un attento inventario degli accessori, decidendo le opportune (o necessarie) integrazioni. Sciarpe, guanti, cappelli, maglie e altri complementi essenziali dell’abbigliamento classico ritornano - odorosi di canfora - tra le mani dell’uomo elegante. Dopo aver abbondantemente giocato con i lini e i cotoni della stagione estiva, dopo aver concesso ampio spazio a tenute informali, arricchite da accessori in pelle pregiata, quali mocassini in cuoio o cinture in morbido vitello o sontuoso coccodrillo, si rinnova il piacere di indossare l’abito a giacca, magari a tre pezzi, e, con esso, il gusto di portare le bretelle
.È difficile resistere al fascino di quest’ultimo accessorio, la cui nascita è collocata dagli storici dell’abbigliamento addirittura nel 1700 (l’origine del nome è francese e rimanda al concetto di stringere, premere, intrecciare). Da allora esso è stato declinato in numerosi materiali (cuoio, corda, cotone, velluto, gomma), rispondendo comunque allo scopo di sorreggere e mantenere a un’altezza costante e appropriata non solo i pantaloni maschili, ma anche le gonne femminili.

Le bretelle delle quali ci occupiamo in questo breve scritto sono, ovviamente, quelle destinate ad agganciarsi a bottoni cuciti all’interno dei pantaloni. Riteniamo invece di poter trascurare quelle con la chiusura “a clip”, forse più pratiche ma sicuramente prive di reale interesse dal punto di vista estetico e dell’eleganza maschile. Vale, per esse, lo stesso approccio che induce l’uomo di stile a preferire i bottoni sulla patta dei pantaloni, relegando nel dimenticatoio la chiusura lampo.

Le bretelle consentono di tenere il pantalone perfettamente adagiato lungo la gamba e di fargli toccare la scarpa in un punto costante, indipendentemente dai movimenti e dalla circonferenza della pancia. Il pantalone sorretto da bretelle possiede una grazia e un aplomb unici. Realizzato da un maestro sarto, esso avrà vita alta, due pinces profonde e, per conseguenza, un ampio “mantesino”, un cinturino anch’esso alto e, soprattutto robusto (per evitare antiestetici rovesciamenti), spezzato, sul retro, da uno spacco a “V”. Nel caso di pantaloni da abito completo, sarà opportuno considerare l’ipotesi di eliminare completamente i passanti, onde evitare la tentazione di usare la cintura. Quest’ultima potrà invece essere alternata alle bretelle nel caso di pantaloni destinati a spezzati. Avrà invece campo libero sui pantaloni estivi, da portare con la sola camicia.

I bottoni per l´aggancio delle bretelle, larghi e piatti, saranno applicati all’interno del cinturino. Sulla parte anteriore, uno dei bottoni sarà cucito in corrispondenza della prima pince, mentre l’altro seguirà a una distanza di circa 8-10 cm. Sul retro dei pantaloni, gli attacchi saranno disposti simmetricamente ai due lati dello spacco centrale.


Le bretelle rappresentano un complemento essenziale dell’abito a giacca e, in età classica, costituivano lo strumento pressoché esclusivo per sorreggere i pantaloni. L’immancabile presenza del panciotto, o gilet, tuttavia, le condannava all’invisibilità. Ciò permetteva di agganciarle a bottoni che venivano cuciti sulla parte esterna del cinturino dei pantaloni (cosa che alcune prestigiose sartorie fanno ancora oggi, per alcuni abiti per i quali il panciotto è indispensabile, come il morning coat).

Il tramonto del gilet, più o meno intorno alla metà del secolo scorso, ha determinato il progressivo abbandono delle bretelle in favore della cintura. Ciò si è tradotto, inoltre, nella progressiva discesa del punto vita dei pantaloni al di sotto di quello naturale, fino a far poggiare gli stessi pantaloni addirittura sulle anche. L’avvento dei jeans e, successivamente, dei famigerati pantaloni a vita bassa, ha dato il definitivo colpo di grazia all’armonia e all’eleganza della figura maschile.


Queste linee di tendenza, affermatesi come nuovi codici dell’abbigliamento maschile, non hanno impedito, per fortuna, che il punto naturale di vita dei pantaloni e l’uso delle bretelle sopravvivessero, trovando cultori attenti in ogni parte del mondo. Un contributo meritorio, in questo senso, è venuto dalla cultura anglosassone e, soprattutto, dagli Stati Uniti, dove le bretelle hanno conosciuto momenti di autentica gloria grazie ad alcune sapienti caratterizzazioni nel mondo dello spettacolo: si pensi al Gordon Gekko del film “Wall Street”, la cui figura rimane indissolubilmente legata alle bretelle indossate dall’attore Michael Douglas; o, ancora, al presentatore e “anchor man” Larry King, che ha fatto delle bretelle un tratto distintivo del proprio personaggio televisivo.

Oggi troviamo in commercio svariati tipi di bretelle. Al fine di fornire utili suggerimenti per orientarsi nella scelta, possiamo distinguerle in base agli attacchi, nonché al materiale, alla larghezza della fettuccia e al colore.
Gli attacchi possono essere in cuoio, pelle, budello o tessile. Nel primo caso, le bretelle saranno senz’altro di tono sportivo e accompagneranno egregiamente abiti dello stesso tono, spezzati o nei classici tessuti per l’aria aperta. Sul versante opposto si collocano gli attacchi in tessile, solitamente gros grain, abbinati a bretelle in seta, perfette per abiti più formali. Un discorso a parte va fatto per il budello, bianco o naturale, ormai fuori produzione, che - prima di essere sostituito con più comune pelle bianca o nera - accompagnava splendide bretelle in feltro colorato, molto usate in Inghilterra sotto giacche di tweed o altre lane pesanti e matte. Si tratta delle cd. Boxcloth, le cui fettucce dai colori forti, regolabili sul davanti, sono spesso lasciate disinvoltamente lunghe da molti eleganti.

Quanto al materiale, vi sono bretelle interamente in fibra elastica e bretelle rigide, che hanno l’elastico solo nel tirante posteriore. Se le prime sono molto più comode a indossarsi, considerando che quando ci si siede la tensione delle fettucce può essere fastidiosa, non c‘è dubbio che la palma dell’eleganza vada alle seconde, spesso di seta luminosa e multicolore. Non posso non menzionare il virtuosismo di un elegante dalla simpatia unica, il milanese Francesco Maglia, detto Kino, produttore di ombrelli di qualità eccelsa e appassionato indossatore di bretelle in cuoio intrecciato, realizzate dalla ditta americana Trafalgar ma, a quanto pare, anch’esse non più in produzione.

La larghezza della fettuccia andrebbe posta in relazione con la corporatura, la stagione e il peso del tessuto. In estate, infatti, è preferibile ridurne al minimo lo spessore e la larghezza, in modo da attenuare la sensazione, alquanto fastidiosa, di avere un altro capo addosso, tra la camicia e la giacca. Gli abiti invernali di peso elevato si giovano senz’altro, invece, di bretelle larghe e spesse. Notevole, in questi casi, è l’effetto delle già citate Boxcloth.
Quanto ai colori, non sembrano esservi, nelle scelte dell’uomo di stile, limiti particolari: fantasie, anche azzardate, strisce regimental, tinta unita, tutto è concesso lungo i binari del buon gusto, ovviamente. Non sottovaluterei, ad esempio, il potere benefico sull’umore e sulla sicurezza di sé, di un paio di bretelle in colori forti e decisi, il cui balenare improvviso all’apertura della giacca può riscaldare una grigia giornata o ridimensionare un’avversa circostanza.

E’ diffusa, in molti gentiluomini, la tendenza ad adottare bretelle colorate anche sotto lo smoking. Questo vezzo, che spesso si estende anche alla pochette, non è affatto criticabile, a patto che non se ne abusi. Le bretelle da smoking più corrette, infatti, sono bianche di moiré, cioè con la superficie percorsa da venature simili a quelle del legno, e con attacchi in tessile dello stesso colore. Ciò al fine di mantenere salda e incorruttibile la drammaticità del contrasto bianco/nero di una tenuta in black tie.

Concludiamo, ora, con qualche nome. In seta o in altri materiali, con qualunque tipo di attacco e di larghezza, le bretelle hanno, in tutto il mondo, un riferimento fondamentale nella casa inglese “Albert Thurston”, fondata nel 1820, la quale già nel 1851, in occasione della Grande Esposizione londinese in Hide Park, in piena epoca vittoriana, riceveva una Honourable Mention per l’eccellente qualità dei propri prodotti. La scelta di bretelle, sul sito internet di questa prestigiosissima ditta, è veramente impressionante (www.albertthurston.com ).


Sempre a Londra, nel quartiere St. James, scorrendo le vetrine delle camicerie di Jermyn Street, ancora cariche di attrattive per l’uomo di stile, si potranno trovare splendidi esemplari di boxcloth in tinte unite che vanno dal giallo canarino al rosso vivo, al verde inglese, fino al rosa, al lilla e al viola, colori tanto cari agli eleganti d’oltremanica. Tra gli indirizzi, segnaliamo “New & Lingwood”, al n. 53, “Harvie & Hudson”, ai nn. 77 e 96/97, “T.M. Lewin”, ai nn. 103/106.


In Italia, meritano una menzione speciale le splendide bretelle realizzate da Marinella, a Napoli, con le stesse sete utilizzate per le celebri cravatte.(www.marinellanapoli.it)
Quanto ai negozi specializzati, mi sia consentito citare due indirizzi romani.
Il primo è “Cruciani & Bella”, al n. 34 di Piazza S. Lorenzo in Lucina, uno dei più bei salotti della Capitale. Accolti con cortesia e competenza dall’elegante Danilo Cruciani, vi si possono trovare cravatte e accessori inglesi di qualità eccellente. Vastissima la scelta di bretelle Thurston, i cui colori e abbinamenti sono assortiti in Inghilterra specificamente per Danilo (www.crucianiebella.it).
Il secondo è l’antica Cappelleria “Viganò”, in Via Minghetti, 8, a pochi passi dal Teatro Quirino (oggi intitolato a Vittorio Gassman). Rimasto immutato dai primi del secolo scorso, questo negozio rappresenta - oggi - uno dei pochissimi luoghi, in tutta Italia, in grado di dare all’appassionato un’idea concreta di quanto ricco, raffinato e interessante fosse, una volta, il mondo dell’eleganza classica maschile.

Per la pubblicazione si ringrazia Stile Maschile editore