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domenica 19 giugno 2016

Fasi Lunari e Calendari.

Moon Fhase di Cuervo y Sobrinos 

I Sumeri, gli Egizi, i Romani, i Cinesi, Risalgono a circa 30mila anni fa i primi tentativi di misurare il succedersi di giorni e stagioni. da allora, molte culture hanno corretto le tecniche. 



Il tempo non esiste, scrive Carlo Rovelli; il tempo esiste, eccome, replicano i suoi critici, Se esiste, il tempo è inafferrabile, ed è perciò, da sempre, fonte di sottile dispute. Nell'undicesimo libro delle Confessioni scritte intorno al 400 d.C., Sant'Agostino metteva bene a fuoco la sua inafferrabilità: << Allora cosa è il tempo?>>, si chiedeva, <<se nessuno me lo domanda non lo so più>>.

Tuttavia, non si può fare a meno di osservare che, fin dai tempi più remoti, gli uomini hanno avvertito l'esigenza di " misurare lo scorrere dei giorni , dei mesi, e delle stagioni, per organizzare in proprio la vita sociale.

 Dall'immutabile alternanza del giorno e della notte, che regolava il tempo del lavoro, al succedersi delle stagioni che dettavano i ritmi dei lavori agricoli  si è cercato anche di organizzare momenti di vita comunitaria che si ripetevano ogni anno, come celebrazioni o eventi memorabile, per questa esigenza si cercavano intervalli più brevi, scanditi dalle fasi lunari e non è un caso che tutte civiltà vi fecero ricorso inventando i mesi,

Gli Egizi circa 6mila anni or sono, fissarono la durata dell'anno solare in 365giorni con un almanacco suddiviso in 12 mesi di 30 giorni, una precisione stupefacente, che ha richiesto solo piccoli ritocchi per fissare il calendario ancora in uso tutt'oggi.

giovedì 14 aprile 2016

«IL PIACERE DI SCRIVERE»



 La collezione di strumenti di scrittura “Historiador” include una penna stilografica e una penna a sfera. Entrambi i modelli sono un tributo all’anno 1882 della Casa e sono stati realizzati in edizione limitata di 882 per la stilografica e di 1000 pezzi per la penna a sfera.

Questi gioielli di scrittura sono ancora più esclusivi se si considera che l'elegante colore madreperla non è mai omogeneo, rendendo ogni pezzo assolutamente unico!

Il design e il fascino di queste penne racchiudono in un perfetto equilibrio i valori estetici essenziali di Cuervo y Sobrinos e l'eleganza della decorazione classica.

Il logo Cuervo y Sobrinos è inciso sul cappuccio; la clip è un'opera d'arte, con riproduzione del motivo delle anse dell’orologio Historiador, ennesima testimonianza dell'attenzione che la Casa riserva ai dettagli. In stile Art Déco, tutti i dettagli presentano decorazioni placcate in oro rosa, sono disponibili anche nella versione in rodio.







mercoledì 23 dicembre 2015

Cuervo y Sobrinos a Sora per i 165 anni di Oro e Ora di Spalvieri Rocco.

Cuervo y Sobrinos  per i 165 anni di attività dell'orologeria di Spalvieri Rocco, Oro e Ora ,  arriva a Sora.

Antica città volsca, divenne colonia e municipio romano, poi possesso bizantino, longobardo, normanno e angioino.
 Con il Risorgimento Sora divenne parte dal 1861 del neonato Regno d'Italia, divenendo capoluogo di circondario, sempre nell'ambito territoriale della Terra di Lavoro.
 Fu quasi del tutto ricostruita dopo il rovinoso terremoto del 1915.
 Nel 1927, nell'ambito di un'ampia revisione amministrativa operata dal regime fascista, che portò alla soppressione dei circondari e all'istituzione di nuove province, Sora fu staccata dalla provincia di Terra di Lavoro e fu assegnata alla Regione Lazio divenendo parte della neocostituita Provincia di Frosinone, di cui oggi ospita alcune sedi decentrate.
Oggi rappresenta un importante centro industriale e commerciale (con cartiere, mobilifici, industrie tessili, svariate attività commerciali, agricole ed artigianali), ed è sede della Fiera di Sora che ospita ogni anno migliaia di visitatori.



Nel 1850 GIUSEPPE SPALVIERI apre la bottega di orologiaio a Sora in P.zza Palestro.

Nel 1888-89 ANTONIO SPALVIERI (figlio di Giuseppe) rileva l'attività del padre portandola avanti fino al 1922 (anno in cui muore).

Dopo il terremoto del 1915 essendo stato distrutto il negozio per il crollo del palazzo che lo ospitava, si trasferì in Viale XX Settembre. Tra i suoi numerosi allieve c'è anche il figlio VINCENZO, allora giovanissimo. A causa della Seconda Guerra Mondiale ci fu un'interruzione dell'attività.

Nel 1945 VINCENZO, al ritorno dalla guerra riapre l'attività del padre ANTONIO nella propria abitazione.

Nel 1957 apre invece un nuovo negozio in Via Napoli n.44 avendo come validissimo aiuto il proprio figlio ANTONIO che apprende assai velocemente.

Nel 1975 ANTONIO SPALVIERI rileva l'attività del padre VINCENZO portandola avanti a tutt'oggi con orgoglio e passione. Nel 2000 l'attività venne trasferita in Via Napoli n.27 con annessa oreficeria. Allievo di ANTONIO è suo figlio Rag. ROCCO e si spera i nipoti. Si ipotizza che la storia degli Artigiani Spalvieri si perda nella notte dei tempi, in quanto si pensa che il padre di GIUSEPPE, cioè SAVERIO SPALVIERI facesse anch'egli l'orologiaio...

Suddette note sono state apprese dalla tradizione orale, specie dalle persone più anziane di Sora.
A testimonianza della lunga attività artigiana di Casa Spalvieri, potete visionare due garanzie di riparazioni rilasciate all'inizio del '900.

Oggi Rocco Spalvieri prosegue nella tradizione, sempre alla  ricerca di nuove proposte, offrendo un servizio e assistenza con la massima professionalità e cortesia.

Nell'orologeria offre una vasta gamma, dal fashion ai classici, alla migliore orologeria svizzera, Maurice Lacroix, Fortis , Fredericque Constant per citare solo alcuni marchi. 

Una ricercatezza nella gioielleria per esaudire i desideri di tutte le donne di qualsiasi età. infine e non per ultimo un attrezzato laboratorio per creare , riparare  gioielli e orologi

Tempora







lunedì 20 aprile 2015

Orologio e sigaro: binomio indissolubile? da CigarsManiac

Causa una influenza ormai cronica non riesco a fumare come vorrei, per cui non mi resta che curiosare in rete alla ricerca di notizie che riguardano i nostri sigari.
Il titolo dell’articolo è ovviamente provocatorio, qualche giorno fa ho partecipato ad una discussione su un gruppo Facebook in cui in una fotografia si accostavano orologio, sigaro e uno sfondo di piscina più o meno sfarzosa. Il sigaro rimane e lo resterà ancora a lungo probabilmente, nell’immaginario collettivo dei non fumatori, come un qualcosa di elitario, soprattutto i lunghi sigari caraibici, ed è una concezione difficile da far comprendere, soprattutto perchè mai tanto vera risulta l’affermazione : soldi che vanno in fumo.
Ma l’intento non è quello di convincerci del contrario, chi fuma e ricco non lo è sa quanti sacrifici ci possono essere dietro quell’acquisto, ma conosce anche la soddisfazione che quella fumata darà.
Ma il binomio sigaro-orologio, o meglio ancora la fotografia che riprende il sigaro e l’orologio è un qualcosa che spopola alla grande.
Su Instagram il social per antonomasia che parla con le immagini, potrei affermare con una certa convinzione che soprattutto tra gli americani questo tipo di fotografie vanno per la maggiore, come anche l’accostamento ad armi da fuoco, mentre ritornando da questa parte dell’oceano il trittico calzino-orologio-sigaro sta ottenendo molto seguito, insomma il sigaro accompagna il trandy e il glamour.
E c’è poco da fare ci sono esempi che continuano ad affermarlo. Avevamo già parlato di orologi e sigari qui, ma oggi andiamo su un modello in particolare.
E’ pur vero che alla fine dell’ottocento l’Havana era il centro di raccolta di una elite particolare che sapeva di come godere della vita. Ed è proprio da questo che prende spunto la casa produttrice di orologi Cuervo y Sobrinos – La Habana 1882, che mette insieme la tecnologia svizzera del settore e l’atmosfera cubana di quel tempo.
Il suo fondatore, Marzio Villa, appassionato di auto d’epoca con cui partecipa alle più note competizioni per auto del genere, ne ha anche organizzata una che porta il suo nome:Cuervo y Sobrinos Cup, questa passione ha portato l’azienda a far nascere una linea di orologi a tiratura super limitata (40 esemplari) denominata: Torpedo Cronógrafo presentato a Baselworld.
Cuba è presente in questo orologio nella più classica icona, il sigaro, infatti l’orologio si presenta all’interno di un humidor rivestito però in fibra di carbonio.
Caratteristiche:
Orologio con movimento Dubois-Dépraz 4500/ETA 2892-A2 che sovraintende a una serie di funzioni: cronografo con contatore 60 secondi centrale, contatori 30 minuti alle 9 e 12 ore alle 6, piccoli secondi alle 3, cronografo centrale con lancetta secondi di colore rosso. Datario con lente magnificatrice alle ore 12.
“Pulsometro” e il “Taquimetro” sulla ghiera. L’accurato pulsometro a 15 battiti e il tachimetro “travel-speed” sono frutto delle esperienze di Marzio Villa nelle competizioni per auto storiche. Il movimento garantisce una riserva di carica di 40 ore. La cassa, in acciaio inossidabile, è impermeabile fino a 5 atm. Il quadrante è bicolore grigio scuro e nero, il cinturino in pelle grigia con fibbia déployante

Il prezzo? a chi interessa? vi lascio il link del produttore però. QUI

Si ringrazia per la pubblicazione Cigars Maniac, autore dell'articolo.