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giovedì 10 agosto 2017

XII ANIVERSARIO ECUENTRO AMIGOS DE PARTAGAS EN ITALIA

Da dodici anni l'Aniversario Ecuentro Amigos de Partagas costituisce l'evento di riferimento più importante al mondo, dopo Cuba, degli amanti del fumo lento. Cuervo y Sobrinos che nasce nel 1882 all'Avana, definita la perla dei Caraibi, unico interprete al mondo del tempo lento non poteva certo mancare a questo incontro di quattro giorni, dove in una bolla spazio tempo rivivi  un passato romantico che fa sognare, scopri un'atmosfera tra veglia e sogno, percorri un lungo viaggio all'insegna dello stile e dell'eleganza.

L'ultima sera l'atmosfera è veramente speciale, alla Cena di Gala dieci splendide Senoritas hanno accolto tutti i partecipanti eleganti nei nei loro abiti scuri e accompagnati ai tavoli per dar inizio ad una serata indimenticabile dove tutto è più colorato, più vivo, più caraibico, come in una favola i rintocchi della Torre Civica hanno salutato e chiuso il meraviglioso Ecuentro. 

Cuervo y Sobrinos  ha presentato ai partecipanti l'esclusiva collezione Habana 1882, dedicata al fumo lento, per l'autentico aficionado del sigaro, con un design unico del quadrante con texture "foglia di tabacco". Cuervo y Sobrinos unisce le sue sapienti conoscenze orologiaie svizzere con il patrimonio latino creando una collezione per veri gentlemen's, ispirata all'essenza dell''Avana degli anni Quaranta. La Collezione Habana 1882 è disponibile in una Edizione Limitata solo per Club e Lounge Cigar, presentata con uno speciale Humidor come tributo al mondo del sigaro.
Il XII Aniversario Ecuentro Amigos de Partagas coincide con il 135 Anniversario di Cuervo y Sobrinos, il leggendario marchio creato nel 1882 con sede oggi sulla riva del Lago di Lugano che per celebrare questo importante traguardo ha presentato un esclusivo Historiador , una limitata edizione di solo 135 pezzi disponibili sia in oro rosa 18 carati sia in acciaio, ha un movimento a carica manuale e piccoli secondi alle ore 6, un piccolo capolavoro senza tempo.
Grande ammirazione ed entusiasmo tra i partecipanti dell'Ecuentro hanno suscitato i modelli Tradicion e Flechazo di cui ne parliamo di seguito con specifici dettagli .

Nella celebrazione del suo 135 ° anniversario, Cuervo y Sobrinos segna questa occasione straordinaria con l'Historiador Tradicion, fedele alla sua origine, aggiornando l'attuale progettazione da un originale del 1940.
Partendo da un disegno trovato nell'archivio storico della Casa dell'Avana, il marchio ha sviluppato questo modello iconico per la collezione Historiador.
I dettagli di questo orologio degli anni '40 sono stati ricreati con esattezza, indici delle ore a forma di bolla, i marcatori trapezoidali al 3 e al 9 sono un design classico tipico di quel tempo. È stato realizzato un capolavoro di un'epoca passata.
Componenti di questo orologio comprendono il quadrante unico finemente decorato con un "frappage" a forma di griglia e un design dell'epoca per le lancette. Inoltre, una decorazione in metallo incisa, con la data del 135 ° anniversario 1882-2017. è al centro del fondello a vista che sottolinea l'unicità del modello.

HISTORIADOR FLECHAZO "Grande freccia rossa un'identità unica"
 Cuervo y Sobrinos ancora una volta applica la sua conoscenza degli orologi meccanici classici e la passione per l'artigianato in un nuovo superbo orologio.
Il New Historiador Chrono si ispira alle sue radici cubane, in particolare ad un modello degli anni '50.
Un orologio con una grande personalità grazie al design distintivo della "grande freccia rossa" che gli dà l'identità.
Questo modello è disponibile in quattro colori: Avorio, Blu, Verde e Borgogna. L'emblema CyS viene stampato all'interno del contatore minuti alle ore 3. La scala del tachimetro è stampata in rosso sul quadrante dell'avorio e in bianco per tutte le altre varianti. La  lancetta centrale del cronografo è accentuata da una grande freccia rossa.




 












giovedì 11 maggio 2017

HISTORIADOR 135° ANNIVERSARIO

“Cuervo y Sobrinos – 135 anni di storia, una grande testimonianza”


Verso la fine del XIX secolo L’Havana diventò sinonimo di eleganza, glamour, lusso e di uno stile di vita unico ed inimitabile, tanto da valerle l’appellativo di “Perla dei Caraibi”.

È con questo spirito ed in onore a questi valori che la famiglia Cuervo y Sobrinos dirige con competenza e dedizione sia la gioielleria che l’atelier d’orologeria.

In meno di mezzo secolo l'unione tra lo spirito latino e  la qualità svizzera ha conquistato le Americhe tanto che, negli anni ’40 e ’50, Cuervo y Sobrinos si è imposta quale marca rinomata di orologi di lusso.

Fedele allo spirito latino e al cuore svizzero che animano tutte le sue creazioni, oggi, a 135 anni dalla sua fondazione, Cuervo y Sobrinos è orgogliosa di celebrare questo prestigioso traguardo attraverso un pezzo iconico della sua collezione, il modello Historiador che rende omaggio ad una figura fondamentale per la cultura e ed il recupero della storia di Cuba.

La prima creazione del 135° anniversario Historiador è disponibile in acciaio con movimento automatico, data a ore 9, piccoli secondi alle ore 6 personalizzato con la scritta "Aniversariò” e un “cartouche” applicato a ore 12 con: CUERVO Y SOBRINOS 1882.

Questo modello, tributo alla tradizione orologiera della marca, disponibile con anche con  un quadrante nero-opaco  ……..al centro, ha indici "Baton" e i numeri " 1 3 5" applicati alle ore corrispondenti in onore al 135° anniversario.



mercoledì 10 agosto 2016

Vuelo in Sora da Oro e Ora Spalvieri






HISTORIADOR VUELO

“Il futuro di un mito”








Vuelo, un mito per il futuro raggiunge una nuova era, un nuovo concetto che supera nuovi limiti, nuove sfide e nuove idee. Il tempo si muove e con esso Cuervo y Sobrinos.

Disegnato e prodotto al 100% in Svizzera, culla dell’alta orologeria, Cuervo y Sobrinos combina sapientemente la tradizionale conoscenza svizzera dell’orologeria alla più moderna tecnologia.

Vuelo incarna il prestigio e la complessità degli orologi svizzeri e il tradizionale spirito latino rivelando uno stile moderno e sofisticato sottolineato dalle nuove caratteristiche anse.

La cassa è caratterizzata da un’incomparabile complessità, la sua costruzione è molto sofisticata, con anse costruite separatamente e perfettamente avvitate alla cassa. La loro silhouette è in sintonia con la forma dei pulsanti.

Vuelo ha un tocco contemporaneo sottolineato dal complesso quadrante multilivello, con contatori piccoli secondi e minuti sul primo livello, 24 ore, indici e numeri sul secondo livello e minuti e secondi stampati sul terzo livello.

La cassa in acciaio del diametro di 44 mm è personalizzata sul fianco con l’incisione “Vuelo” e alloggia un movimento Dubois Dépraz 30342 con datario e 24 ore, e una riserva di carica di 40 ore. Una scala tachimetrica è incisa sulla ghiera.

Le lancette dei minuti e delle ore in acciaio con superluminova bianco donano a questo orologio uno stile moderno e accattivante, la lancetta centrale acciaio ha la punta a freccia rossa vuota per evidenziare il blasone Cuervo y Sobrinos; la lancetta delle 24 ore è in acciaio lucido.

Historiador Vuelo è completato da un elegante e innovativo cinturino in Alcantara e alligatore “pon pon” della Louisiana.



lunedì 18 luglio 2016

Coppa D'Oro delle Dolomiti

Si svolgerà dal 21 al 24 luglio prossimi, l’edizione 2016 della Coppa d’Oro delle Dolomiti per auto storiche, con partenza e arrivo a Cortina d’Ampezzo.

La storia:

La Coppa d’Oro delle Dolomiti si svolse in dieci edizioni, dal 1947 al 1956, e divenne da subito unica e affascinante per i passaggi spettacolari sulle Dolomiti, le montagne che cambiano colore a ogni ora del giorno (dal 2009, Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco). Nata per volontà di Ferruccio Gidoni, presidente dell’AC Belluno di allora, la corsa ebbe come testimonial d’eccezione il mitico Tazio Nuvolari, che partecipò come ospite d’onore alle prime edizioni.

Fu un importante banco di prova per piloti affermati di grandi case automobilistiche che si trovavano a competere anche con perfetti sconosciuti, com’era nella tradizione delle corse di quei tempi; piloti non professionisti ma sempre e comunque determinati a spingere al massimo dando filo da torcere ai più rinomati campioni.


Il percorso rimase sempre quello di 303,800 chilometri (riprodotto nella sede dell’AC Belluno). Partendo da Cortina: Passo Falzarego, Agordino, Arabba, Passo Pordoi, Val di Fassa, Passo Rolle, San Martino di Castrozza, Fiera di Primiero, Feltre, Belluno, Longarone, Pieve di Cadore, Auronzo, Misurina e il Passo Cimabanche. Quindi, il ritorno in quella che è conosciuta in tutto il mondo come la "Regina delle Dolomiti", Cortinad'Ampezzo.


IN GARA, 120 AUTO STORICHE

Arturo Merzario
Alla Coppa d’Oro delle Dolomiti 2016, classificata come “Grande evento internazionale di regolarità classica”, potranno partecipare un massimo di 120 auto costruite tra il 1919 e il 1961. E’ prevista, inoltre, una categoria speciale con apposita classifica riservata ad un massimo di 30 vetture realizzate tra il 1962 e il 1965 che si sono distinte per meriti sportivi o che abbiano particolare interesse storico.

Tra le novità dell’edizione 2016, in programma dal 22 al 24 luglio, ci sarà anche una tappa a Lienz, nota meta turistica austriaca al confine con l’Italia, ma anche un percorso inedito e la conferma della tappa “in notturna”, principale novità dello scorso anno.



Historiador Cronomundo 
Hanno già confermato la loro partecipazione all’edizione 2016 Giordano Mozzi e Stefania Biacca, pluricampioni delle gare di regolarità che lo scorso anno si sono piazzati secondi su una Triumph Tr2 del 1955. Ma anche la leggenda della Formula 1 Arturo Merzario che nella passata edizione gareggiò al volante di un’affascinante Alfa Romeo 1900 Sport carrozzata Bertone (vedi foto).

Il vincitore sarà premiato dal Presidente di Cuervo ySobrinos, il Sig. Marzio Villa, con un orologio della collezione dedicata al mondo delle corse: Historiador Cronomundo - collezione Racing.

Cuervo y Sobrinos parteciperà alla competizione anche con un proprio equipaggio su una AC/ACECA del 1955.

lunedì 22 febbraio 2016

New 2016 di Cuervo y Sobrinos 1882

HISTORIADOR CLÁSICO

Gentleman per sempre

Cuervo y Sobrinos è diventata un'icona di stile vintage, una espressione seducente di forma e funzione radicata nella suprema affidabilità svizzera e sentimento latino.

Dal 17 al 24 marzo avrà luogo a  Basilea (Svizzera) la Fiera Mondiale dell'Orologeria, più di centomila visitatori s'immergeranno nell'affascinante mondo degli orologi, accolti da una atmosfera unica che da sempre caratterizza Baselword

Da  oggi e nelle prossime settimane vi offriremo alcune interessanti anticipazioni.  

Con l'Historiador Clásico, Cuervo y Sobrinos propone quest'anno un ulteriore affinamento della collezione più emblematica. L' Historiador Clásico dispone di un movimento a carica manuale CYS 2052, con piccoli secondi a ore 6. Un dettaglio decorativo  può essere ammirato  attraverso il vetro zaffiro del fondello con il ponte sul meccanismo di ruota decorato con "Cote de Geneve" e un trattamento ardesia colorata.

Questo modello ha un tocco di eleganza sottolineata dalla cassa di 40 mm (6,2 di spessore), il doppio vetro zaffiro bombato e il quadrante decorato con una "Clous de Paris" al centro, i minuti e le ore  con una decorazione "Soleil", così come il piccolo secondi a ore 6.


La nuova collezione presenta dei quadranti  in un blu galvanico, un esclusivo rame e un quadrante d'argento senza tempo. Le lancette con la classica forma gladio  con leggera superluminova sono armoniosamente integrate nel quadrante con il logo CyS applicato.

Sia attraverso il suo design elegante e l'eccellenza tecnica infusa dagli orologiai di CyS o l'eccezionale bellezza della sua finitura, l' Historiador Clásico  sorprenderà il più esigente dei collezionisti alla ricerca di prodotti di lusso che durano e trasmetterà  piacere a tutti coloro che indosseranno questo modello


Il Historiador Clásico celebra la seduzione e la ricercatezza del  "tempo"




Vedi il Video dell'Historiador Clásico 



mercoledì 23 dicembre 2015

Cuervo y Sobrinos a Sora per i 165 anni di Oro e Ora di Spalvieri Rocco.

Cuervo y Sobrinos  per i 165 anni di attività dell'orologeria di Spalvieri Rocco, Oro e Ora ,  arriva a Sora.

Antica città volsca, divenne colonia e municipio romano, poi possesso bizantino, longobardo, normanno e angioino.
 Con il Risorgimento Sora divenne parte dal 1861 del neonato Regno d'Italia, divenendo capoluogo di circondario, sempre nell'ambito territoriale della Terra di Lavoro.
 Fu quasi del tutto ricostruita dopo il rovinoso terremoto del 1915.
 Nel 1927, nell'ambito di un'ampia revisione amministrativa operata dal regime fascista, che portò alla soppressione dei circondari e all'istituzione di nuove province, Sora fu staccata dalla provincia di Terra di Lavoro e fu assegnata alla Regione Lazio divenendo parte della neocostituita Provincia di Frosinone, di cui oggi ospita alcune sedi decentrate.
Oggi rappresenta un importante centro industriale e commerciale (con cartiere, mobilifici, industrie tessili, svariate attività commerciali, agricole ed artigianali), ed è sede della Fiera di Sora che ospita ogni anno migliaia di visitatori.



Nel 1850 GIUSEPPE SPALVIERI apre la bottega di orologiaio a Sora in P.zza Palestro.

Nel 1888-89 ANTONIO SPALVIERI (figlio di Giuseppe) rileva l'attività del padre portandola avanti fino al 1922 (anno in cui muore).

Dopo il terremoto del 1915 essendo stato distrutto il negozio per il crollo del palazzo che lo ospitava, si trasferì in Viale XX Settembre. Tra i suoi numerosi allieve c'è anche il figlio VINCENZO, allora giovanissimo. A causa della Seconda Guerra Mondiale ci fu un'interruzione dell'attività.

Nel 1945 VINCENZO, al ritorno dalla guerra riapre l'attività del padre ANTONIO nella propria abitazione.

Nel 1957 apre invece un nuovo negozio in Via Napoli n.44 avendo come validissimo aiuto il proprio figlio ANTONIO che apprende assai velocemente.

Nel 1975 ANTONIO SPALVIERI rileva l'attività del padre VINCENZO portandola avanti a tutt'oggi con orgoglio e passione. Nel 2000 l'attività venne trasferita in Via Napoli n.27 con annessa oreficeria. Allievo di ANTONIO è suo figlio Rag. ROCCO e si spera i nipoti. Si ipotizza che la storia degli Artigiani Spalvieri si perda nella notte dei tempi, in quanto si pensa che il padre di GIUSEPPE, cioè SAVERIO SPALVIERI facesse anch'egli l'orologiaio...

Suddette note sono state apprese dalla tradizione orale, specie dalle persone più anziane di Sora.
A testimonianza della lunga attività artigiana di Casa Spalvieri, potete visionare due garanzie di riparazioni rilasciate all'inizio del '900.

Oggi Rocco Spalvieri prosegue nella tradizione, sempre alla  ricerca di nuove proposte, offrendo un servizio e assistenza con la massima professionalità e cortesia.

Nell'orologeria offre una vasta gamma, dal fashion ai classici, alla migliore orologeria svizzera, Maurice Lacroix, Fortis , Fredericque Constant per citare solo alcuni marchi. 

Una ricercatezza nella gioielleria per esaudire i desideri di tutte le donne di qualsiasi età. infine e non per ultimo un attrezzato laboratorio per creare , riparare  gioielli e orologi

Tempora







giovedì 17 dicembre 2015

NEL 1492 COLOMBO SCOPRI' IL SIGARO CUBANO. E POI L'AMERICA di Sergio Chiti

I nativi ne assaporavano il delizioso aroma già da molti anni. Il fumo era un piacere ma anche elemento unificante nei riti sacri e sociali.



Narra la storia, e non certo la leggenda, che un giorno del 1881 a Malaga i genitori di un neonato erano disperati poiché, subito dopo il parto, non dava nessun segno di vita. Il medico, però, senza perdere la calma, inspirò una profonda boccata del sigaro che stava fumando e gli soffiò il fumo sul faccino.
Subito il nascituro prese a strillare e i suoi vagiti riempirono la stanza, con gioia e sorpresa del padre e della madre. Oltre ad avere salvato una vita, quel medico permise soprattutto all'arte contemporanea di non perdere uno dei suoi rappresentanti più famosi e geniali. Sì, perché quel neonato si chiamava Pablo Picasso. L'aneddoto in questione non vuole ovviamente dimostrare che il fumo faccia bene, sebbene in quel caso avesse evitato la morte sicura del piccolo Pablo, ma sicuramente può simboleggiare uno stile di vita e soprattutto un piacere sopraffino il quale, talvolta, può compiere addirittura un miracolo.

Chi non ha mai assaporato l'aroma di un sigaro non può capire la filosofia che si cela

dietro questo rotolo di foglie essiccate e chi non ha mai gustato un sigaro cubano non può minimamente immaginare cosa rappresenti questo modo impareggiabile di fumare. Coloro che sono seguaci dei puros, così vengono chiamati i sigari dell'isola caraibica rigorosamente fatti a mano, storcono il naso quando i loro prediletti oggetti del desiderio vengono equiparati a un normalissimo vizio. E hanno perfettamente ragione. Fumare un puro, infatti, è un'arte raffinatissima, ultimo anello di una catena che inizia con la scelta del sigaro, con la perfetta conservazione e umidificazione, per passare al rito del taglio e dell'accensione e all'accostamento con un ottimo liquore, suo compagno di viaggio preferito che si abbina all'armonia del palato.


 Altro che vizio. E poi, al di là del gusto, tanta "sacralità" ha addirittura origini storiche e religiose. Già, perché quando Cristoforo Colombo nel 1492 mise piede sulla terra di Cuba, credendo invece di essere giunto nelle Indie, entrò in contatto con gli indigeni del luogo che erano soliti arrotolare cilindri di foglie secche che accendevano da una parte e ne aspiravano il fumo dall'altra. Questo perché, fin dalla notte dei tempi, per quelle popolazioni il tabacco era un elemento unificante nella vita sociale e religiosa, visto che era impiegato in molti riti sacri.
A farlo era soprattutto lo stregone, il behique, che comunicava con gli dei durante la cerimonia del cohoba.

 La visione sacrale, anche se in modo negativo, venne ripresa anche dalla Chiesa cattolica che, appena il tabacco venne portato in Europa dagli uomini di Colombo, cercò di dimostrare che le foglie essiccate caraibiche erano di chiara matrice demoniaca. Rodrigo de Jerez, uno dei marinai del navigatore genovese che avevano imparato ad aspirare il cohoba, pagò a caro prezzo la voglia di fumare a casa uno di questi rotoli vegetali. La moglie lo denunciò all'Inquisizione e lo fece imprigionare con l'accusa di essere posseduto da satana. Ma i difensori della fede nulla poterono, nel giro di pochi anni, per contrastare l'invasione del sigaro che venne assimilato soprattutto dalle classi più agiate. Jean Nicot, ambasciatore francese presso la corte del Portogallo, fu uno dei primi a introdurre la moda del sigaro nell'aristocrazia e, per l'epoca, anche ad esaltarne le presunte qualità terapeutiche. Peccato per lui che oggi venga ancora ricordato solo per il fatto che una delle sostanze più nocive del tabacco, la nicotina appunto, abbia preso spunto proprio dal suo nome.

 L'irruzione del tabacco nel vecchio continente provocò, ovviamente, l'inizio della coltivazione sistematica e della manifattura di questo vegetale nei Caraibi, più esattamente a Cuba. Ciò fece piovere soldi nelle casse della Spagna, visto che l'isola le apparteneva e per il fatto che, a partire dal 1614, tutto il tabacco destinato ai mercati europei doveva passare attraverso il monopolio della città di Siviglia, dove veniva trasformato in migliaia di sigari da esportare in Francia, Inghilterra e Olanda. Ma il corso della storia, nel giro di poco più di un secolo, cambiò le carte in tavola. La Spagna perse progressivamente potere e prestigio, mentre a Cuba, le continue insurrezioni dei vegueros, i coltivatori di tabacco, spinsero le autorità ispaniche a concedere benefici economici e a varare una politica doganale meno soffocante.

Il monopolio di Siviglia scomparve e la liberalizzazione del commercio dei puros ebbe un'incredibile impennata. A l'Avana, in pochissimo tempo, vennero aperte fabbriche di sigari leggendari: nel 1827 Partagas, nel 1834 Por Larranaga, nel 1840 Punch, nel 1844 H. Upmann, nel 1848 El Rey del Mundo e nel 1850 Romeo y Julieta. Si arrivò al punto che, nel 1861, a Cuba operavano 1217 manifatture, 516 delle quali, producevano puros destinati all'esportazione. In Europa, il sigaro continuò ad essere di moda nelle classi sociali più abbienti. Nei club più esclusivi di Londra e Parigi vennero aperte apposite sale per i fumatori, i quali per evitare che i loro abiti venissero impregnati dall'odore penetrante del fumo, cominciarono ad indossare di sera vestiti neri in seta chiamati smoking. Con l'evoluzione dei costumi, cambiò anche il modo di presentare gli stessi sigari. Dapprima, nel 1845, un famoso produttore, Ramon Allones, inaugurò l'epoca delle scatole in legno per mettere in vendita i suoi puros, e qualche anno più tardi le medesime cominciarono ad essere riccamente illustrate e rivestite da etichette e simboli. Subito dopo, vennero create le fascette. A dire il vero, già un secolo prima gli aristocratici avvolgevano intorno alla testa del sigaro un anello di carta per evitare che i loro guanti di seta bianca si sporcassero al contatto del tabacco troppo umido, ma solo tra il 1830 e il 1835, un olandese, Gustave Anton Block, sistematizzò l'uso della fascetta per i suoi sigari Aguila de Oro, per differenziarli dagli altri puros in circolazione.
L'idea venne ripresa immediatamente dagli altri produttori che, in alcuni casi, fecero dei loro anelli dei veri e propri capolavori: vennero così creati anillos, come si chiamano in spagnolo, in seta e abbelliti da piccole perle. Ma dato il costo proibitivo, vennero ben presto sostituiti da quelli fatti in carta. Nel frattempo, anche le condizioni sociali ed economiche di chi lavorava nelle manifatture a Cuba migliorarono notevolmente. Nelle fabbriche, dove i torcedores arrotolavano i sigari, venne perfino istituita la figura del "lettore", un operaio in grado di leggere durante l'orario di lavoro giornali e libri. Autori come Balzac, Zola, Verne e H.G. Wells divennero popolarissimi tra i lavoratori di sigari, che ben presto vennero soprannominati gli "intellettuali del proletariato". La fama dei sigari cubani aumentava a dismisura. Negli Stati Uniti i presidenti Ulysses Grant e Abraham Lincoln, dopo aver assaggiato un puro, non abbandonarono mai più il suo aroma. Il primo arrivò al punto di fumarne venticinque al giorno. Anche musicisti come Wagner e Sibelius non poterono più fare a meno di questo tipo di fumo. Ma è con l'irruzione del ventesimo secolo che i sigari cubani ebbero la loro definitiva consacrazione. A ciò contribuì anche la leggenda di una terra che, dopo aver cacciato gli spagnoli grazie all'insurrezione avvenuta nel 1895 per merito di José Marti, si trasformò, anche a causa della situazione politica altamente instabile, in una zona franca dove tutto era permesso: Avana divenne in breve tempo la capitale del lusso sfrenato, del piacere e del gioco d'azzardo, ancora prima di Las Vegas. Negli Anni Trenta e Quaranta, celebrità come Marlene Dietrich, Nat King Cole, Errol Flynn, Gary Cooper, Ginger Rogers, Frank Sinatra e il gangster Lucky Luciano presero a frequentare gli hotel Deauville, Capri e Riviera e i night Tropicana, Floridita e Bodeguita del Medio. Tutti avevano in bocca un costoso puro, simbolo di potere e dominio. Anche Ernest Hemingway non seppe resistere al fascino del mare di Cuba, del cocktail "Daiquiri" e del sapore dei sigari cubani. Ma i puros, ormai, si fumavano dappertutto, persino al numero 10 di Downing Street, quando Winston Churchill divenne premier inglese nel 1940. E' stato detto che nessuno come lui incarnò l'idea stessa del sigaro.
Ed è vero, visto che si calcola in trecentomila (avete letto bene) i sigari che l'uomo politico britannico riuscì a fumare durante la sua vita. Al punto che una vitola, cioè un determinato tipo di sigaro cubano, riconoscibile dalla lunghezza e dalla circonferenza, viene oggigiorno chiamata con il nome del grande statista. Gli aneddoti su Churchill e i suoi amati sigari si sprecano. A cominciare da quello che lo vide protagonista con il maresciallo Montgomery, il quale un giorno gli disse: "Io non bevo, non fumo, dormo molto, ecco perché sono in forma al cento per cento". Al che il premier gli rispose: "Io bevo molto, dormo poco e fumo un sigaro dopo l'altro! Ecco perché sono in forma al duecento per cento". Quando Londra, durante la battaglia d'Inghilterra, fu sottoposta ai violenti bombardamenti da parte della Luftwaffe, Churchill non temette per la propria vita, ma per i suoi sigari che erano custoditi presso il negozio Dunhill.
Proprio durante un raid aereo, una bomba centrò in pieno il negozio. Alle due di notte, dopo aver constatato i danni, il direttore telefonò immediatamente a Churchill e gli disse le testuali parole: "I vostri sigari sono in salvo, Sir". Anche il presidente americano John Fitzgerald Kennedy fu un accanito fumatore di sigari cubani. I suoi preferiti furono i Petit Upmann di H. Upmann. Li privilegiava a tal punto che, nel 1961, qualche giorno prima di firmare il documento che avrebbe fatto scattare l'embargo contro Cuba e Fidel Castro, inviò alcuni suoi collaboratori all'Avana per fare incetta dei suoi puros preferiti. Gliene portarono ben 11.500. A proposito di Fidel Castro. Quando salì al potere nel 1959, una delle prime decisioni che prese fu quella di nazionalizzare tutte le manifatture di sigari. Una scelta dolorosa che portò alla scomparsa di leggendari puros come Murias, Henry Clay, Farach, Villar y Villar. Ma il lider maximo dovette tornare ben presto sui propri passi, convinto anche da "Che" Guevara, perché l'alta qualità che contraddistingueva i sigari cubani era quasi del tutto scomparsa. Così diede vita ad un organismo preposto, la Habanos S.A., con il compito di coordinare le varie manifatture per la produzione annuale dei sigari. Sempre Castro fu protagonista della nascita di quello che viene attualmente definito il miglior sigaro del mondo, il cohiba. All'inizio degli anni Sessanta, ancora in pieno fermento rivoluzionario,
Fidel Castro s'incontrò una mattina con i suoi collaboratori più stretti. Tutti si accesero il loro sigaro e il lider maximo restò colpito dal profondo aroma di un puro fumato da un suo vicino. Subito volle sapere chi fosse il campesino capace di creare un sigaro artigianale così buono. Quel contadino, destinato a diventare uno degli uomini-simbolo di tutta la storia dei sigari, era Eduardo Ribera che aveva individuato nel cuore della regione Vuelta Abajo, la migliore di tutta Cuba per la pianta del tabacco, un appezzamento favoloso, capace di trasmettere alle foglie un sapore unico, incredibile.
Il lider maximo, dopo aver fumato i suoi sigari, nominò Ribera responsabile di una nuova manifattura, chiamata appunto cohiba, dal nome della cerimonia del fumo degli antichi indios, che mise in vendita i suoi puros a partire dal 1968. Da quell'anno, i "seguaci" dei sigari cubani hanno un preciso punto di riferimento, quando vogliono fumare qualcosa di assolutamente straordinario. Ma in Italia esiste una "cultura" del sigaro cubano e, più in generale, di quello caraibico? "Il fatto è che nel nostro Paese si è sempre preferito puntare su un prodotto locale: il sigaro toscano", risponde Antonio Senucci, proprietario di una elegante tabaccheria di Milano, uno dei maggiori specialisti italiani di sigari cubani. "Solo negli ultimi tempi, gli italiani stanno finalmente scoprendo la qualità e la bontà dei puros. Rispetto ad altri Paesi europei, come la Spagna, la Francia e l'Inghilterra, siamo molto indietro, ma qualcosa si sta muovendo. Perché chi decide di passare a questo tipo di sigari, deve capire che la "filosofia" che c'è alle spalle è completamente diversa rispetto agli altri modi di fumare. Chi accetta questa differenza, entra in un mondo meraviglioso". Già, perché consacrarsi ai puros, come si è detto all'inizio, cambia radicalmente il concetto e il rapporto stesso con il fumo. I sigari caraibici, infatti, sono estremamente delicati e per fumarli al meglio bisogna custodirli in particolari scatole di legno (costruite in cedro ispanico), chiamate humidors, al cui interno l'umidità si mantiene tra i 70 e i 75 gradi, come quella che si riscontra nel clima dei Caraibi. Ma questo è solo l'inizio. "Il rito del fumatore di sigaro è alquanto variegato", spiega Maurizio Dalla Valle, presidente della "Aldano", una famosa fabbrica italiana di humidors.
"Oltre al giusto humidor, scelto sulla base delle proprie esigenze, colui che inizia, deve capire che il sigaro va tagliato e fumato in un certo modo, non come si fa con una normale sigaretta". Che qualcosa stia effettivamente cambiando in Italia, comunque, si vede anche dalle associazioni di appassionati che aumentano considerevolmente e dall'attenzione che i mass media rivolgono a questo fenomeno. Anche il nostro Paese ha adesso un mensile dedicato esclusivamente ai sigari, si chiama "Stil" ed è diretto da una donna, Marzia Bertocca, una delle diverse rappresentanti del "gentil sesso" che hanno deciso di ignorare le sigarette per passare a sua maestà il sigaro. "Non solo non ci vedo nulla di strano, come già fece notare lo scorso secolo la scrittrice George Sand, accanita fumatrice di sigari, quando disse: "Il sigaro è l'ideale complemento di un elegante stile di vita"", spiega Marzia Bertocca. "Ma ritengo addirittura che le donne, con la loro sensibilità ed estetica, possano cogliere meglio degli uomini il fascino sprigionato da un buon sigaro". Forse, sulla base di quello che è stato detto finora, non risulterà poi così eccessivo quanto proclamò una volta una voce anonima. Cioè che se fumare è umano, fumare sigari è divino.

la storia del Sigaro Cubano tratto da win storia punto.net 

domenica 8 novembre 2015

HISTORIADOR “PEQUEÑOS SEGUNDOS”



  • Ispirato ad un originale e storico design Cuervo y Sobrinos degli anni '50
  • Un vero classico, con una identità inconfondibile
  • Orologio molto elegante e senza tempo
  • Un best-seller in tutto il mondo
  • Quadrante con diverse finiture: "soleil" (grigio e blu), opaline-simile (bianco) o semi-opaco colorazione (nero)
  • Dedicato ai puristi ed esteti





Presentato ai mercati internazionali nel 2010, l’Historiador “PEQUEÑOS SEGUNDOS” (piccoli secondi alle 6) si è distinto subito come modello vincente, capace di soddisfare le ricercate esigenze di un pubblico eterogeneo: collezionisti alla ricerca di valori vintage ma soprattutto consumatori desiderosi di acquisire un prodotto in grado di resistere alle mode effimere.


 il marchio Svizzero di origine Cubana propone due nuovi quadranti: un blu cobalto “soleil” dall’eleganza classica Cuervo y Sobrinos ed un antracite “soleil” dal raffinato sapore antico.

sabato 19 settembre 2015

PROMINENTE CLÁSICO


« L’evoluzione di un classico»

In occasione di Baselworld 2015, Cuervo y Sobrinos presenta una nuova versione del suo rinomato “Prominente Clásico”. Questo modello presenta una sottile cassa dallo stile contemporaneo e dal look sobrio, completato da un elegante e raffinato quadrante che racchiude perfettamente l’esclusiva identità del marchio dalle origini Latine.


Le linee pure di Prominente Clásico sono ispirate allo stile Art Déco. Ed è un puro piacere indossarlo grazie alle ridotte dimensioni della cassa (32 x 43 mm) perfettamente in linea con le attuali tendenze di eleganza e sobrietà. La nuova collezione Prominente di orologi è il perfetto esempio di fascino sofisticato.


La serie Prominente accoglie un movimento CyS 5101 su base ETA2892-A2. Si tratta di un movimento automatico con riserva di carica di 42 ore, impermeabile fino a 3 atmosfere. Indica le ore, i minuti, i secondi e la data. L’orologio è realizzato in acciaio inossidabile e il movimento è visibile attraverso il fondello trasparente in vetro zaffiro.

Questo nuovo modello con quadrante color crema e finitura rigata classica trasmette tutto il calore e l’emozione del marchio inequivocabilmente associato alle sue origine cubane. Il vetro zaffiro a doppia bombatura dona all’orologio un affascinante tocco vintage tipico degli anni ‘40.

Il nuovo modello Cuervo y Sobrinos rispecchia ancora una volta l’essenza e la filosofia di questo esclusivo marchio svizzero: il rispetto per le origini e le tradizioni latine combinato alla conoscenza dell’alta orologeria e della tecnologia più moderna.