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martedì 26 gennaio 2016

Cuervo y Sobrinos anteprima 2016

Cuervo y Sobrinos marchio icona di stile vintage, in occasione del SIHH, Salon International de la Haute Horologerie, ha presentato ai suoi rivenditori internazionali nel Workshop dei giorni 23-24-25 Gennaio, presso il prestigioso Swissotel di Ginevra, le novità 2016 del marchio, dove di seguito vi diamo una breve anticipazione.


Historiador Clàsico dedicato al gentleman.

Questi modelli vanno ad arricchire la collezione Historiador già la più emblematica.

L'Historiador Clàsico ha un movimento piatto a carica manuale, il quadrante decorato a "Clous de Paris" ne sottolinea la fine eleganza.

Questa collezione per la sua raffinata eleganza e ricercatezza sorprenderà e sedurrà  tutti gli amanti dell'orologeria.



Historiador Tierra, Sol y Mar

I colori di Cuba sono i protagonisti di  questi modelli.

Queste tonalità sofisticate, informale, vibranti conferiscono  modernità e dinamicità.

Cuervo y Sobrinos riscopre il gusto dei colori brillanti dell'Avana, proponendo un nuovo stile contemporaneo.




Prominente Caramelo


Ogni gusto un desiderio

Un messaggio per il futuro

Giallo - Luce - Energia
Arancio - Creatività - Fiducia
Blu - Comunicazione- Socialità
Marrone - Soddisfazione - Serenità


Una raffica di eleganza, colori e passione, in linea con lo stile di un marchio con uno stile latino e un'anima svizzera.






domenica 4 ottobre 2015

Bretelle Che Passione di Italo Borrello


Un accessorio che l’uomo di stile non deve e non può trascurare. Ideale per i completi, le bretelle erano in passato declinate in ogni tipo di contesto, da quello rurale al cittadino più formale. Italo Borrello ce le narra con le consuete puntualità ed esperienza. 


Ogni anno l’arrivo dell’autunno rinvigorisce, nell’uomo di stile, il piacere di dedicarsi alla cura del proprio guardaroba. Si effettua il tradizionale “cambio di stagione”, si rispolverano gli abiti più pesanti, se ne verifica lo stato, si programmano nuove e urgenti visite in sartoria, si svolge un attento inventario degli accessori, decidendo le opportune (o necessarie) integrazioni. Sciarpe, guanti, cappelli, maglie e altri complementi essenziali dell’abbigliamento classico ritornano - odorosi di canfora - tra le mani dell’uomo elegante. Dopo aver abbondantemente giocato con i lini e i cotoni della stagione estiva, dopo aver concesso ampio spazio a tenute informali, arricchite da accessori in pelle pregiata, quali mocassini in cuoio o cinture in morbido vitello o sontuoso coccodrillo, si rinnova il piacere di indossare l’abito a giacca, magari a tre pezzi, e, con esso, il gusto di portare le bretelle
.È difficile resistere al fascino di quest’ultimo accessorio, la cui nascita è collocata dagli storici dell’abbigliamento addirittura nel 1700 (l’origine del nome è francese e rimanda al concetto di stringere, premere, intrecciare). Da allora esso è stato declinato in numerosi materiali (cuoio, corda, cotone, velluto, gomma), rispondendo comunque allo scopo di sorreggere e mantenere a un’altezza costante e appropriata non solo i pantaloni maschili, ma anche le gonne femminili.

Le bretelle delle quali ci occupiamo in questo breve scritto sono, ovviamente, quelle destinate ad agganciarsi a bottoni cuciti all’interno dei pantaloni. Riteniamo invece di poter trascurare quelle con la chiusura “a clip”, forse più pratiche ma sicuramente prive di reale interesse dal punto di vista estetico e dell’eleganza maschile. Vale, per esse, lo stesso approccio che induce l’uomo di stile a preferire i bottoni sulla patta dei pantaloni, relegando nel dimenticatoio la chiusura lampo.

Le bretelle consentono di tenere il pantalone perfettamente adagiato lungo la gamba e di fargli toccare la scarpa in un punto costante, indipendentemente dai movimenti e dalla circonferenza della pancia. Il pantalone sorretto da bretelle possiede una grazia e un aplomb unici. Realizzato da un maestro sarto, esso avrà vita alta, due pinces profonde e, per conseguenza, un ampio “mantesino”, un cinturino anch’esso alto e, soprattutto robusto (per evitare antiestetici rovesciamenti), spezzato, sul retro, da uno spacco a “V”. Nel caso di pantaloni da abito completo, sarà opportuno considerare l’ipotesi di eliminare completamente i passanti, onde evitare la tentazione di usare la cintura. Quest’ultima potrà invece essere alternata alle bretelle nel caso di pantaloni destinati a spezzati. Avrà invece campo libero sui pantaloni estivi, da portare con la sola camicia.

I bottoni per l´aggancio delle bretelle, larghi e piatti, saranno applicati all’interno del cinturino. Sulla parte anteriore, uno dei bottoni sarà cucito in corrispondenza della prima pince, mentre l’altro seguirà a una distanza di circa 8-10 cm. Sul retro dei pantaloni, gli attacchi saranno disposti simmetricamente ai due lati dello spacco centrale.


Le bretelle rappresentano un complemento essenziale dell’abito a giacca e, in età classica, costituivano lo strumento pressoché esclusivo per sorreggere i pantaloni. L’immancabile presenza del panciotto, o gilet, tuttavia, le condannava all’invisibilità. Ciò permetteva di agganciarle a bottoni che venivano cuciti sulla parte esterna del cinturino dei pantaloni (cosa che alcune prestigiose sartorie fanno ancora oggi, per alcuni abiti per i quali il panciotto è indispensabile, come il morning coat).

Il tramonto del gilet, più o meno intorno alla metà del secolo scorso, ha determinato il progressivo abbandono delle bretelle in favore della cintura. Ciò si è tradotto, inoltre, nella progressiva discesa del punto vita dei pantaloni al di sotto di quello naturale, fino a far poggiare gli stessi pantaloni addirittura sulle anche. L’avvento dei jeans e, successivamente, dei famigerati pantaloni a vita bassa, ha dato il definitivo colpo di grazia all’armonia e all’eleganza della figura maschile.


Queste linee di tendenza, affermatesi come nuovi codici dell’abbigliamento maschile, non hanno impedito, per fortuna, che il punto naturale di vita dei pantaloni e l’uso delle bretelle sopravvivessero, trovando cultori attenti in ogni parte del mondo. Un contributo meritorio, in questo senso, è venuto dalla cultura anglosassone e, soprattutto, dagli Stati Uniti, dove le bretelle hanno conosciuto momenti di autentica gloria grazie ad alcune sapienti caratterizzazioni nel mondo dello spettacolo: si pensi al Gordon Gekko del film “Wall Street”, la cui figura rimane indissolubilmente legata alle bretelle indossate dall’attore Michael Douglas; o, ancora, al presentatore e “anchor man” Larry King, che ha fatto delle bretelle un tratto distintivo del proprio personaggio televisivo.

Oggi troviamo in commercio svariati tipi di bretelle. Al fine di fornire utili suggerimenti per orientarsi nella scelta, possiamo distinguerle in base agli attacchi, nonché al materiale, alla larghezza della fettuccia e al colore.
Gli attacchi possono essere in cuoio, pelle, budello o tessile. Nel primo caso, le bretelle saranno senz’altro di tono sportivo e accompagneranno egregiamente abiti dello stesso tono, spezzati o nei classici tessuti per l’aria aperta. Sul versante opposto si collocano gli attacchi in tessile, solitamente gros grain, abbinati a bretelle in seta, perfette per abiti più formali. Un discorso a parte va fatto per il budello, bianco o naturale, ormai fuori produzione, che - prima di essere sostituito con più comune pelle bianca o nera - accompagnava splendide bretelle in feltro colorato, molto usate in Inghilterra sotto giacche di tweed o altre lane pesanti e matte. Si tratta delle cd. Boxcloth, le cui fettucce dai colori forti, regolabili sul davanti, sono spesso lasciate disinvoltamente lunghe da molti eleganti.

Quanto al materiale, vi sono bretelle interamente in fibra elastica e bretelle rigide, che hanno l’elastico solo nel tirante posteriore. Se le prime sono molto più comode a indossarsi, considerando che quando ci si siede la tensione delle fettucce può essere fastidiosa, non c‘è dubbio che la palma dell’eleganza vada alle seconde, spesso di seta luminosa e multicolore. Non posso non menzionare il virtuosismo di un elegante dalla simpatia unica, il milanese Francesco Maglia, detto Kino, produttore di ombrelli di qualità eccelsa e appassionato indossatore di bretelle in cuoio intrecciato, realizzate dalla ditta americana Trafalgar ma, a quanto pare, anch’esse non più in produzione.

La larghezza della fettuccia andrebbe posta in relazione con la corporatura, la stagione e il peso del tessuto. In estate, infatti, è preferibile ridurne al minimo lo spessore e la larghezza, in modo da attenuare la sensazione, alquanto fastidiosa, di avere un altro capo addosso, tra la camicia e la giacca. Gli abiti invernali di peso elevato si giovano senz’altro, invece, di bretelle larghe e spesse. Notevole, in questi casi, è l’effetto delle già citate Boxcloth.
Quanto ai colori, non sembrano esservi, nelle scelte dell’uomo di stile, limiti particolari: fantasie, anche azzardate, strisce regimental, tinta unita, tutto è concesso lungo i binari del buon gusto, ovviamente. Non sottovaluterei, ad esempio, il potere benefico sull’umore e sulla sicurezza di sé, di un paio di bretelle in colori forti e decisi, il cui balenare improvviso all’apertura della giacca può riscaldare una grigia giornata o ridimensionare un’avversa circostanza.

E’ diffusa, in molti gentiluomini, la tendenza ad adottare bretelle colorate anche sotto lo smoking. Questo vezzo, che spesso si estende anche alla pochette, non è affatto criticabile, a patto che non se ne abusi. Le bretelle da smoking più corrette, infatti, sono bianche di moiré, cioè con la superficie percorsa da venature simili a quelle del legno, e con attacchi in tessile dello stesso colore. Ciò al fine di mantenere salda e incorruttibile la drammaticità del contrasto bianco/nero di una tenuta in black tie.

Concludiamo, ora, con qualche nome. In seta o in altri materiali, con qualunque tipo di attacco e di larghezza, le bretelle hanno, in tutto il mondo, un riferimento fondamentale nella casa inglese “Albert Thurston”, fondata nel 1820, la quale già nel 1851, in occasione della Grande Esposizione londinese in Hide Park, in piena epoca vittoriana, riceveva una Honourable Mention per l’eccellente qualità dei propri prodotti. La scelta di bretelle, sul sito internet di questa prestigiosissima ditta, è veramente impressionante (www.albertthurston.com ).


Sempre a Londra, nel quartiere St. James, scorrendo le vetrine delle camicerie di Jermyn Street, ancora cariche di attrattive per l’uomo di stile, si potranno trovare splendidi esemplari di boxcloth in tinte unite che vanno dal giallo canarino al rosso vivo, al verde inglese, fino al rosa, al lilla e al viola, colori tanto cari agli eleganti d’oltremanica. Tra gli indirizzi, segnaliamo “New & Lingwood”, al n. 53, “Harvie & Hudson”, ai nn. 77 e 96/97, “T.M. Lewin”, ai nn. 103/106.


In Italia, meritano una menzione speciale le splendide bretelle realizzate da Marinella, a Napoli, con le stesse sete utilizzate per le celebri cravatte.(www.marinellanapoli.it)
Quanto ai negozi specializzati, mi sia consentito citare due indirizzi romani.
Il primo è “Cruciani & Bella”, al n. 34 di Piazza S. Lorenzo in Lucina, uno dei più bei salotti della Capitale. Accolti con cortesia e competenza dall’elegante Danilo Cruciani, vi si possono trovare cravatte e accessori inglesi di qualità eccellente. Vastissima la scelta di bretelle Thurston, i cui colori e abbinamenti sono assortiti in Inghilterra specificamente per Danilo (www.crucianiebella.it).
Il secondo è l’antica Cappelleria “Viganò”, in Via Minghetti, 8, a pochi passi dal Teatro Quirino (oggi intitolato a Vittorio Gassman). Rimasto immutato dai primi del secolo scorso, questo negozio rappresenta - oggi - uno dei pochissimi luoghi, in tutta Italia, in grado di dare all’appassionato un’idea concreta di quanto ricco, raffinato e interessante fosse, una volta, il mondo dell’eleganza classica maschile.

Per la pubblicazione si ringrazia Stile Maschile editore




sabato 19 settembre 2015

PROMINENTE CLÁSICO


« L’evoluzione di un classico»

In occasione di Baselworld 2015, Cuervo y Sobrinos presenta una nuova versione del suo rinomato “Prominente Clásico”. Questo modello presenta una sottile cassa dallo stile contemporaneo e dal look sobrio, completato da un elegante e raffinato quadrante che racchiude perfettamente l’esclusiva identità del marchio dalle origini Latine.


Le linee pure di Prominente Clásico sono ispirate allo stile Art Déco. Ed è un puro piacere indossarlo grazie alle ridotte dimensioni della cassa (32 x 43 mm) perfettamente in linea con le attuali tendenze di eleganza e sobrietà. La nuova collezione Prominente di orologi è il perfetto esempio di fascino sofisticato.


La serie Prominente accoglie un movimento CyS 5101 su base ETA2892-A2. Si tratta di un movimento automatico con riserva di carica di 42 ore, impermeabile fino a 3 atmosfere. Indica le ore, i minuti, i secondi e la data. L’orologio è realizzato in acciaio inossidabile e il movimento è visibile attraverso il fondello trasparente in vetro zaffiro.

Questo nuovo modello con quadrante color crema e finitura rigata classica trasmette tutto il calore e l’emozione del marchio inequivocabilmente associato alle sue origine cubane. Il vetro zaffiro a doppia bombatura dona all’orologio un affascinante tocco vintage tipico degli anni ‘40.

Il nuovo modello Cuervo y Sobrinos rispecchia ancora una volta l’essenza e la filosofia di questo esclusivo marchio svizzero: il rispetto per le origini e le tradizioni latine combinato alla conoscenza dell’alta orologeria e della tecnologia più moderna.