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venerdì 28 agosto 2015

UN OROLOGIO (QUASI) IMMAGINARIO di Marco Strazzi

Il posto di oggi è tratto integralmente dal blog di Marco Strazzi che parla del tempo con una  concettualità leggiadra, il nostro blog non poteva rimanere insensibile, come voi sapete noi non siamo solo divulgazione di Brands ma definiamo il tempo uno strumento creato da in'idea,  
Un orologio (quasi) immaginario è tutto ciò, Buona lettura.

Il mio prossimo libro - The Museum Collection - tratterà i 100 orologi che il collezionista esperto dovrebbe inserire tra gli acquisti da prendere in considerazione. Questo post è dedicato a un orologio che ho la fortuna di possedere, ma che non figurerà nel libro. Non è un "must", anzi. In un certo senso non esiste nemmeno. Eppure sono riuscito a scrivere 300 pagine solo su di lui. 

La storia comincia con una curiosità condivisa da molti amanti degli orologi vintage. Chi era il proprietario originale dell'oggetto che hanno appena comprato? Dove abitava? Cosa faceva? In genere non è possibile rispondere a queste domande, tanto meno in casi come questo: un Longines WWW (Wrist Watch Waterproof, Orologio da Polso Impermeabile) fabbricato negli Anni 40 per l'Esercito britannico. Sapevo qualcosa di questi orologi anche prima dell'acquisto, ma non ero un esperto, visto che il mio interesse per la storia dell'orologeria verte sulla produzione civile e non su quella militare. Ora che possedevo uno dei famosi e ricercati WWW, sentivo di doverne sapere di più. Le prime ricerche mi condussero a un articolo di T. Koenig e A. van der Meijden pubblicato nel 2008 dall'Horological Journal. Si tratta di una lettura obbligata per chiunque abbia un interesse per questi orologi, in quanto fornisce una panoramica completa dei fabbricanti, dei requisti di conformità definiti dall'Esercito britannico, dei quantitativi e delle date di produzione. Quest'ultimo dettaglio mi ha un po' deluso: pare che nessun WWW abbia partecipato alle battaglie per la liberazione dell'Europa perché sono stati consegnati tutti dopo la fine della guerra nel Vecchio Continente. Per quanto riguarda il mio Longines in particolare, una conferma autorevole è arrivata dalla Casa stessa. Il movimento fu venduto a Baume, il suo agente londinese, nell'autunno del 1945.

Avrei potuto archiviare la questione. Dopo tutto, ne sapevo abbastanza per non fare una brutta figura se qualcuno mi avesse chiesto informazioni sul mio orologio dall'aspetto vissuto. Invece non l'ho fatto. Il mio interesse di lunga data per la Seconda Guerra Mondiale, insieme con l'orgoglio per l'acquisizione del Longines e una passione per gli scenari alternativi, ha prodotto una serie di "E se...". E se un prototipo del WWW fosse stato consegnato per un test molto prima del 1945? E se fosse stato al polso di un Paracadutista britannico nelle ore del D-Day? E se fosse stato smarrito durante uno scontro a fuoco? E se fosse ricomparso sul catalogo di una casa d'aste settant'anni più tardi? E se...




Queste ipotesi fantasiose sono state seguite da due anni di ricerche, di viaggi nel Regno Unito e in Francia, di conversazioni con i veterani e gli storici, di scrittura. Per la prima volta in vita mia, passavo dalla descrizione della realtà alla narrativa, ma allo stesso tempo avvertivo il dovere di essere plausibile e di rispettare la verità storica. Il risultato è il romanzo L'orologio con le ali, successivamente tradotto dall'originale italiano in inglese (Wingwatch) e in francese (La montre ailée). I suoi temi sono il coraggio, la paura, la trasmissione della memoria tra generazioni, il dolore della perdita, l'incoraggiamento trovato nella certezza che "Non Camminerai Mai Solo" (You'll Never Walk Alone), come recita la canzone preferita del protagonista.
Che c'entra l'orologio con tutto questo? Beh, si tratta di una macchina del tempo. Non c'è da stupirsi se riesce a far emergere una storia lungamente dimenticata e a facilitare la soluzione di un mistero. Le sue lancette arrugginite e il suo quadrante scolorito sanno scandire giorni che non sono quelli limitati degli uomini.

Ecco perché questo orologio è importante. Mi ha spinto a creare qualcosa di cui non sapevo essere capace. Mi ha indotto a visitare i luoghi dove è stata scritta la storia e a incontrare coloro che l'hanno scritta. E mi ha confermato che i collezionisti hanno ragione ad essere curiosi sul passato degli orologi vintage che acquistano...


E ora le immagini. Ci sono sia l'orologio autentico (in alto) che la versione romanzata(sopra e sotto) creata per il video e per il presente blog. Quest'ultima è il risultato di ritocchi compiuti con Photoshop per modificare il quadrante, sopprimendo il nome della marca, e il fondo della cassa, sostituendo i contrassegni usuali dei WWW con le incisioni citate nel racconto. Nessuna correzione si è resa necessaria per il movimento.


si ringrazia per la pubblicazione Marco Stazzi che potete seguire sul Profilo Facebook e sulla pagina 10.10.ch










domenica 19 luglio 2015

Chucho Valdés

Jesús Dionisio Valdés, meglio conosciuto come Chucho Valdés (Quivicán, 9 ottobre 1941), è un pianista, compositore e arrangiatore cubano, è fra i più famosi musicisti cubani di jazz.
 
Valdés proviene da una famiglia di pianisti: in particolare il padre, Ramón Bebo, ha vinto un Grammy Award nel 2003 insieme a Israele "Cachao" López e Patato Valdés, ed un altro, nel 2005, insieme al cantante di flamenco Diego El Cigala.
"Mio padre mi ha insegnato tutto ciò che riguarda la musica cubana, la musica del Sud America, il jazz, e come lavorare con un'orchestra", ricorda Chucho. "Mi ha dato la cattedra di pianoforte, ed è rimasto in qualità di direttore, così ho potuto imparare a lavorare sotto un conduttore. Abbiamo fatto i nostri spettacoli e un milione di altre cose con cui orchestra, tra cui spettacoli accompagnano a Havana Hilton. Ho imparato molto lì. Lui è il mio idolo ", ha una pausa, poi continua. "Io non dico ero, il mio idolo. Lui è il mio idolo. Lui era il mio insegnante. Lui è ancora. "

Chucho suona il pianoforte dall'età di tre anni e sino ai sei viene costantemente seguito dai genitori; dopo, fino a nove anni, prende lezioni dal maestro Oscar M. Bouffartique e nel 1950, grazie al superamento dell'esame di ammissione, accede al Conservatorio di L'Avana. Da adolescente suona in alcune band della città dirette dal padre e a sedici anni entra a far parte dell'Orquesta de Musica Moderna sotto la direzione di Armondo Romeu. In quel periodo Valdés risente delle influenze musicali dell'amato cantante afro-cubano Benny Moré e del grande pianista e compositore cubano Ernesto Lecuona.

Dal 1963 ha suonato con Arturo Sandoval e Paquito D'Rivera con i quali, nel 1967, ha fondato l'Orquestra Cubana de Musica Moderna e, nel 1973, il gruppo Irakere (termine Yoruba che significa "foresta"), accreditato come la più importante orchestra jazz cubana.

Nel 1978 ha partecipato al Montreux Jazz Festival e al Newport Jazz Festival. Dopo aver firmato un contratto con la Blue Note Records Valdés ha concentrato le sue energie lavorando in diversi progetti con trii, quartetti oppure da solista. Ha lavorato, inoltre, con Roy Hargrove.

Chucho ha vinto cinque Grammy Awards: uno nel 1978 per l'album Live at Newport by Irakere, il secondo nel 1998 per il suo contributo al CD Havana della band Crisol (formata nel 1997), il terzo ed il quarto con due canzoni, rispettivamente "Mr. Bruce" e "Mambo para Roy" ed il quinto, nel 2003, per il suo album "Live at the Village Vanguard".

Nel 2012, Chucho riorganizzato i suoi Messaggeri afro-cubani che attualmente dispongono di Yaroldy Abreu, percussioni, Dreiser Durruthy Bombalé, tamburi Bata e voce; Reinaldo Melián, tromba, Gastón Joya, contrabbasso e Rodney Barreto, batteria.

La sua produzione più recente, Border-Free, è ancora un'altra espressione della continua ricerca musicale e l'evoluzione di Chucho Valdés come pianista, compositore, arrangiatore e direttore.



Considerato da molti critici il più importante musicista della Cuba post-rivoluzionaria, Valdés, continua a rimanere in prima linea tra gli artisti che sperimentano nuove sonorità attraverso la fusione di elementi afro, afro-cubani e afro-latini col jazz afro-americano. Tra le sue influenze musicisti egli cita artisti jazz americani come Art Tatum, Duke Ellington, Erroll Garner, Bud Powell, Dizzy Gillespie, Hank Jones, Bill Evans, e McCoy Tyner. Tuttora continua ad esplorare nuovi territori musicali, spesso accompagnato nelle sue performance dalla sorella cantante Mayra Caridad Valdés.

giovedì 25 giugno 2015

Historiador Flameante

“Il fascino dell’extrapiatto in versione
 Cuervo y Sobrinos”

La Storia è un valore fondamentale, per Cuervo y Sobrinos. Il Marchio elvetico dall’anima latina trova nei propri archivi una fonte inesauribile di ispirazione, e pervade le proprie collezioni di uno stile “classico” senza tempo, in cui interpreta con personalità forme e modelli del passato.
L'Historiador Flameante  prende spunto da un esemplare d’epoca: un orologio extrapiatto creato da Cuervo y Sobrinos negli anni Cinquanta, ieri come oggi simbolo di assoluto buon gusto ed estrema eleganza.
L' Historiador Flameante ne rielabora con sensibilità moderna il design squisito e l’armonia formale, rivelando al contempo il know-how e le competenze tecniche della Casa.
Il nome deriva dalla particolare lavorazione del quadrante, una decorazione preziosa ed
esclusiva dall’effetto fiammeggiante (“flameante”, in spagnolo).
Il sottilissimo movimento meccanico a carica manuale con piccoli secondi, che misura solo 2,5 mm di spessore, è alloggiato in una raffinata cassa dalle perfette proporzioni (40 mm di diametro x 6,2 mm di spessore).
Dal fondello in vetro zaffiro è possibile ammirarne le accurate finiture: la platina decorata a Côtes de Genève, il ponte del ruotismo con trattamento antracite, le viti azzurrate. La scritta “Testimony of style since 1882”, incisa attorno al calibro, sottolinea la classe impeccabile che da sempre contraddistingue lo stile Cuervo y Sobrinos.
Completa il look un pregiato cinturino in alligatore della Louisiana.
Con la sua rigorosa ricercatezza tecnica ed estetica, l’Historiador Flameante è destinato a
entusiasmare i più appassionati cultori della bella orologeria meccanica.


sabato 20 giugno 2015

La leggenda del Mojito e del pirata che l'avrebbe inventato




Il mojito non è solo un cocktail di rhum e menta, non è soltanto una miscela di più elementi che combinati tra loro si trasformano nell'ottima bevanda alcolica che conosciamo tutti. Il Mojito è anche una mistura di storia, tradizione, leggenda e mito. A Cuba piace raccontarla così, la versione su come è nato il Mojito e su chi l'ha davvero inventato. Hemingway l'avrebbe trovata plausibile, a suo tempo.













Sembra l'ennesimo episodio della saga di cui è protagonista Johnny Depp; si potrebbe chiamare: Pirati dei Caraibi - L'origine del Mojito.


Circolano da tanti anni leggende metropolitane, divertenti quanto bislacche, sulla vera o presunta creazione del Mojito, fresca e dissetante bevanda a base di rhum che ancora oggi fa la sua comparsa sui tavoli scricchiolanti dei bar di mezzo mondo.




Gli anziani a Cuba amano ancora raccontare, non senza un sornione sorrisetto sotto i baffi sudati, di quando nel 1536 i Corsari di Francis Drake, britannico pirata al servizio della Regina, tentarono di occupare La Havana al fine di saccheggiarla. Non vi riuscirono, ma durante i giorni di assedio pare che un sottoposto di Drake creò casualmente una bevanda che chiamò Draque in onore di Drake, il suo stimatissimo comandante. La bevanda, gradita da Drake, era a base di "aguardiente" grezzo distillato cubano dell'epoca, lime, zucchero di canna e yerba buena, una particolare menta che cresce solo a Cuba.




Altri invece raccontano che verso la fine del 700 gli schiavi caraibici producevano una bevanda dalla canna da zucchero fatta fermentare. Il nettare si mischiava poi con l'aguardiente per ottenere il "mojo" utilizzato dai curanderos per curare ogni tipo di malattia.





Nel 1862 Don Facundo Bacardi inventava a Santiago de Cuba il rhum, che unendosi con il mojo degli autoctoni diventava una bevanda mai assaporata prima d'ora: il mojito.


Ciò che poi ha reso il mojito famoso è stato un locale che ancora oggi è la storia di Cuba: Bodeguita del Medio, che ha avuto tra i suoi clienti più affezionati tale Mr. Ernest Hemingway, che amava sorseggiare quello che lui definiva il miglior mojito che avesse mai assaggiato.

Mi raccomando: zucchero di canna in fondo al bicchierone, mezzo lime spremuto, tante foglie di menta, pestate poco e non troppo forte. Poi tanto ghiaccio (va bene sia tritato che a cubetti), 2 parti di rhum (rigorosamente bianco) e giù di soda o acqua tonica fino a riempire il bicchiere. Smuovere dal fondo il tutto, mischiando piano.





martedì 2 giugno 2015

HISTORIADOR DOBLE HORA

Senza tempo, elegante e distintivo

Per la creazione di questo nuovo capolavoro Cuervo y Sobrinos ha attinto ancora una volta alla sua conoscenza degli orologi meccanici classici e alla competenza dei suoi mastri orologiai. Il modello Historiador Dual Time si ispira alla raffinata sensibilità cosmopolita che permeava l’Avana negli anni ‘40.

Distintiva ed elegante, la cassa dell’Historiador Dual Time è la riproduzione di un modello originale iconico Cuervo y Sobrinos prodotto tra gli anni ‘40 e ’50 del secolo scorso. Classico e senza tempo, questo orologio è riconoscibile per la sua caratteristica silhouette e la forma delle anse. Un ricco quadrante “clous de Paris” si abbina perfettamente allo splendido blu cobalto delle lancette esprimendo al meglio il meticoloso approccio e l’arte orologiera di Cuervo y Sobrinos.

Un orologio di carattere per uomini di forte personalità, con lo stile e la grazia dei veri gentleman. Come tutti i modelli Cuervo y Sobrinos, Historiador Dual Time è dedicato a chi ambisce possedere un orologio unico, con una identità e un retaggio inimitabili.

All’interno della cassa un movimento automatico CyS 6110 dà vita alle seguenti funzioni: ore, minuti, secondi centrali e secondo fuso orario alle 6 e datario con lente magnificatrice alle 12. Attraverso il fondo trasparente si può ammirare la massa oscillante con inciso il logo CyS. Historiador Dual Time ha una riserva di carica di 42 ore e una impermeabilità garantita fino a 3 atmosfere. L’orologio è rifinito con un cinturino in alligatore della Louisiana e una fibbia déployante in acciaio.


Scheda Tecnica

Nome
HISTORIADOR DOBLE HORA


Riferimento
3194D.1A (quadrante argento)


Movimento
CYS 6110

Movimento automatico

Soprod TT651

Altezza 5,10 mm

Diametro 25,6 mm (11 1/2)

21 rubini

Grande datario

Riserva di carica di 42 ore

Rotore con personalizzazione CyS




Funzioni
Ore, minuti, secondi centrali, secondo fuso orario alle 6

Grande datario alle 12


Cassa
Acciaio inossidabile

Diametro 40 mm

Altezza 11,25 mm

Vetro zaffiro antiriflesso a doppia bombatura

Impermeabile fino a 3 ATM

Fondo trasparente con chiusura a vite


Quadrante
Colore argento

Indici "clous de Paris"

Logo CyS applicato

Complesso quadrante "clous de Paris"

Lancette blu (su quadrante argento)


Cinturino
Alligatore della Louisiana


Fibbia
Fibbia déployante in acciaio
  

venerdì 8 maggio 2015

Historiador Lady Tropicana

TROPICANA
Una storia di glamour e bellezza

Nel jet-set degli anni ’50, il Tropicana era al culmine della notorietà tra coloro che appartenevano all'alta società di Cuba. Frequentato da personalità quali Marlon Brando, Ernest Hemingway, Rita Hayworth, e J.F.K., per nominarne alcuni. Il Tropicana è stato un mito dello spettacolo Latino che insieme a Folies Bergère accoglieva uno stile e un’atmosfera di charme, comune a due continenti opposti.

La bellezza femminile era esaltata da addobbi e trucchi che riprendevano linee di Art Deco che ne accrescevano la loro attrattiva.
Da qui nasce l’ispirazione per il disegno del quadrante, che inoltre riprende le incisioni finissime di Art Deco che rievocano gli interni della cassaforte della boutique di Cuba.
Il nuovo Lady vuole rilanciare la bellezza complicata con linee curve e slanciate verso l’alto che erano state riprese dai costumi delle stupende donne del Tropicana.

La nuova linea lady "Tropicana" di Cuervo y Sobrinos è sviluppata in cinque differenti versioni di quadrante dove a fare da “Star” é la polvere di diamante utilizzata per enfatizzare il decoro.  Il materiale di base è la madreperla per la versione bianca mentre la ricercata versione nera con polvere di diamanti bianchi o neri è realizzata in uno splendido quadrante “soleil”.
Questi capolavori sono ospitati in una cassa in acciaio delicatamente incastonata di diamanti bianchi o di rubini o zaffiri in sintonia con la polvere di diamante del decoro.

La decorazione del quadrante prosegue fino al cinturino per non lasciare nulla al caso. Il cinturino in pregiata pelle, a lavorazione esclusivamente artigianale, presenta un inserto intagliato finemente che riproduce le linee del decoro del quadrante nelle rispettive colorazioni.

Il Tropicana è senza dubbio un inno alla bellezza femminile e al glamour.

sabato 2 maggio 2015

Casa dell'Eleganza di Alfredo De Giglio

“Eletti sono coloro per i quali le cose belle non hanno altro significato che di pura bellezza”. Oscar Wilde.  (Il Direttore)

Finalmente a Roma c’è un posto dove l’uomo elegante può trovare asilo e ristoro. In verità il luogo sta lì da secoli, ma solo recentemente si è affrancato dall’orda barbara del pressappochismo e della volgarità pseudo-giovanile.
Questo posto ha il fascino misterioso di una ‘brigadoon’. Ricordate il film degli anni ’50 in cui due turisti inglesi si imbattono in un paesino scozzese che, scopriranno poi, appare al mondo visibile una volta ogni secolo? Ebbene, i due turisti rimangono stregati da Brigadoon proprio come chiunque incontri, dopo tanto vagare, la Casina Valadier.





Un luogo ricco di fascino finalmente tornato ai fasti per i quali era stata progettato tre secoli fa ma che prima d’ora, per un destino strano e contorto, non aveva mai pienamente raggiunto.
Tranne che per pochi anni, nel Ventennio fascista, durante il quale la Casina era diventata il ritrovo della nobiltà e degli intellettuali non solo romani (come Pirandello e D’Annunzio), questa costruzione neoclassica progettata dall’architetto romano Giuseppe Valadier ha vissuto duri giorni di oblio.



Per fortuna, dicevamo, da qualche mese è tornata con nuova linfa e volontà di rendere giustizia all’edificio, già uno dei più belli di Roma e soprattutto con una vista sul centro storico irripetibile. La nuova gestione sta lavorando per rendere concreto il sogno iniziale di chi progettò questo gioiello, che già nacque con le stimmate dell’eleganza e dell’esclusività.
La Casina, infatti, fu voluta dal Valadier come il luogo in cui i romani potevano riposarsi da lunghe camminate lasciandosi ammaliare della vista sul cuore antico della città in compagnia di un caffè ristoratore.



L’attenta ricostruzione storica delle vicende che si legano al Pincio e alla Casina ci restituisce una serie di note interessanti e controverse.
Nel 1810 il governo francese, a cui Roma sottostava, decide di realizzare la prima passeggiata pubblica sul Pincio, che sino ad allora era stato proprietà privata di famiglie nobili o della Chiesa. Nel 1600 è degli Agostiniani, che qui hanno una tenuta agricola. Per questo vi fanno costruire un ‘casone’ ove conservare e lavorare i prodotti, eretto sull’antica cisterna romana (‘la gran botte’) in cui secoli addietro, narrano le leggende, vi venivano fatti precipitare e annegare i corpi dei cristiani.
Valadier è incaricato di dare una coerenza architettonica al Pincio ma anche alla scalinata e a Piazza del Popolo. L’architetto, di origine francese, è figlio del primo grande orafo/argentiere romano, famoso per i fastosi centrotavola. E infatti, guardando dall’alto Piazza del Popolo, non vi sembra proprio un centrotavola?
Nel 1815 il progetto di Valadier diventa operativo, e per contenere le spese si decide di partire dal ‘casone’ già presente. L’obiettivo è la costruzione di un caffeaus, di una casina del caffè per il pubblico utilizzo. Bisogna specificare che i francesi volevano far diventare Piazza del Popolo come l’ingresso ufficiale a Roma Nord creando dei luoghi di ricreazione e salute per le genti romane. Dopo la demanializzazione del Pincio iniziano i lavori.
Da allora la Casina non ha avuto pace, sopravvivendo tra periodi di splendore e altri di buio totale. I lavori si susseguono a più riprese così come i tentativi di un suo sfruttamento commerciale.
Nel 1872 si tenta di adibirla a ‘uso di Birreria e Buffet’, poi a Café e ancora a ristorante di lusso, grazie alla costruzione di terrazze sui quattro lati. Ospitò persino esposizioni d’arte.
Nel 2004, dopo un lunghissimo ed accurato restauro, la Casina riacquista gran parte del suo fascino, nascosto per troppi anni. Ma solo ora le sue potenzialità sono in piena espressione.




Il direttore Roberto Mattera (a destra nella foto sotto, accanto al direttore di Stilemaschile) ci ha parlato della volontà di crescita e di miglioramento non sul piano quantitativo ma esclusivamente qualitativo. Un posto così esclusivo deve essere teatro di eventi all’altezza che sfuggano alla normale routine serale della vita capitolina.



Nelle ultime settimane alla Casina Valadier si sono alternate presentazioni, incontri fumosi, cene ed appuntamenti che hanno gratificato l’uomo di gusto, in cerca di un luogo selezionato, in cui tutto, dall’accoglienza (educata e formale) alla cucina (tradizionale e attuale) abbia una sua coerenza.
E noi di Stilemaschile ne abbiamo fatto una base per i nostri Incontri, come avrete modo di leggere presto, conquistati anche dalla possibilità di avere a disposizione un grande fumoir, che sta per essere sottoposto ad un vigoroso quanto difficile restyling che lo renderà ancor più in sintonia con il fascino dell’intera location.

Si ringrazia Stilemaschile per la pubblicazione dell'articolo.


sabato 25 aprile 2015

ROBUSTO DAY-DATE “CHURCHILL”

Sir Winston Churchill e il suo amato sigaro

«Tributo al leggendario statista»


Questo modello straordinario è un tributo a Winston Churchill, appassionato fumatore di sigari e affezionato cliente della boutique Cuervo y Sobrinos de l’Avana.
Per il 2015 , in edizione limitata di 200 pezzi.

Robusto Day-Date "Churchill"


Tra i personaggi della storia e quelli celebri forse ce n’è uno che è rimasto nell’immaginario collettivo legato alle gioie del fumo e soprattutto del sigaro: Winston Churchill.
Il segreto del sigaro sono i gesti lenti, fieri e misurati del fumatore, un rituale insomma, indispensabile per riordinare il ritmo delle proprie emozioni e pensieri. Fumare il sigaro è dunque un’autentica espressione del nostro stato d’animo; ma è inutile dire che un buon sigaro è esigente e richiede impegno ed esperienza prima di essere apprezzato in tutte le sue sfumature. 
Il sigaro più nobile, il più coccolato dagli intenditori, il più mondano, dal cinema alla fotografia alla letteratura è il cubano. E’ il sigaro di Churchill, di Onassis e di John Wayne.
A Cuba le misure dei sigari si chiamano “vitolas”. La Vitola de galera è il termine che indica le misure di un sigaro (es. Robusto) a prescindere dalla fabbrica produttrice o dalla marca che lo commercializza; la Vitola de Salida è il nome che si trova nella scatola,in pratica il nome con il quale il sigaro viene commercializzato.  Ad esempio la vitola de galera Robusto 124mmx50 potrà chiamarsi “Epicure No.2”(vitola de salida) nella fabbrica di Hoyo de Monterrey , e “Specially Selected” nella fabbrica di Ramon Allones.
Romeo y Julieta Short Churchill Robusto
Il “battesimo del fuoco” per il giovane Winston era avvenuto sull’isola di Cuba, appunto, all’età di 21 anni quando corrispondente di guerra insieme all’amico Reginald Barnes assistevano alla lotta d’indipendenza dell’isola caraibica contro la Spagna.  Churchill scoprì i sigari e non se ne separò mai più.
Churchill amava molto sigari e whisky; accoppiata perfetta oltretutto. Ma qual erano i sigari preferiti del celebre Primo Ministro inglese? I Romeo y Julieta.
Una delle tipologie di sigari della Romeo y Julieta a lui dedicata é il Short Churchill ( vitola Robusto luunghezza 124mm, diametro,19,80).
Decorazione craquelè colore avorio
Cuervo y Sobrinos, non poteva non dedicare un suo modello ad uno dei suoi più leggendari visitatori. Il modello Churchill appartiene alla famiglia di orologi Robusto, forte e sofisticato allo stesso tempo. Il quadrante avorio è decorato a craquelé, a sottolineare l'unicità del marchio e delle sue origini cubane. Il vetro zaffiro a doppia bombatura dona a questo orologio un fascino vintage, ulteriormente rafforzato dall'incisione del profilo di Winston Churchill sul fondo.Il modello Churchill è stato realizzato in edizione limitata di soli 200 pezzi, tutti numerati sul quadrante. Il movimento automatico ha una riserva di carica di 38 ore.

Il nuovo modello Cuervo y Sobrinos riflette ancora una volta l'essenza e la filosofia di questa straordinaria e singolare Casa svizzera: rispetto delle tradizioni e delle origini latine unito alla competenza e al know-how nel campo dell'alta orologeria.